mercoledì, Settembre 22, 2021
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BOSSETTI, E’ DI NUOVO ERGASTOLO

Le dichiarazioni di innocenza ed il pensiero rivolto a Yara non hanno sortito per Massimo Bossetti alcun effetto positivo. La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha infatti ricalcato in pieno la sentenza di primo grado, confermando per lui l’ergastolo. Alla sentenza sono seguite le lacrime, copiose, da parte di Bossetti e della moglie, che non lo ha mai abbandonato e ha sempre creduto alla sua innocenza. Nulla di nuovo quindi. Per il muratore è di nuovo ergastolo. I legali della difesa hanno già comunque annunciato il ricorso in Cassazione. “Questa sera  – ha dichiarato l’avvocato Claudio Salvagni – si è assistito alla sconfitta del diritto”.  “Aspettiamo le motivazioni – hanno detto i legali – ma il ricorso in Cassazione è scontato”.

“Giustizia è stata fatta”: queste sono state invece le parole dell’ avvocato di parte civile del processo Bossetti, Enrico Pelillo, subito dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Brescia che ha confermato l’ergastolo nei confronti del muratore.

Nel corso delle sue dichiarazioni spontanee Bossetti ha detto di essere vittima “del più grande errore giudiziario di tutta la storia”. Il muratore ha anche stigmatizzato il modo con cui fu arrestato: “C’era necessità di scomodare un esercito e umiliarmi davanti ai miei figli e al mondo intero?”. Ha poi aggiunto che, quando fu fermato nel cantiere in cui lavorava (e i momenti del fermo furono filmati) si sentì “una lepre che doveva essere sbranata da innumerevoli cacciatori”. “Perchè, perchè, perchè?” ha detto il muratore. E girandosi verso il pubblico in aula per poi tornare ai giudici, ha detto: “Io non sono un assassino, mettetevelo in testa”.

“Quando i miei figli vengono a trovarmi mi chiedono: papà, quando torni a casa? Non c’è un altra porta per uscire? E ai miei figli dico: non uscirò da un’altra porta: uscirò a testa alta dallo stesso, immenso portone da cui sono entrato”.