giovedì, Ottobre 29, 2020
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BOSSETTI, E’ DI NUOVO ERGASTOLO

Le dichiarazioni di innocenza ed il pensiero rivolto a Yara non hanno sortito per Massimo Bossetti alcun effetto positivo. La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha infatti ricalcato in pieno la sentenza di primo grado, confermando per lui l’ergastolo. Alla sentenza sono seguite le lacrime, copiose, da parte di Bossetti e della moglie, che non lo ha mai abbandonato e ha sempre creduto alla sua innocenza. Nulla di nuovo quindi. Per il muratore è di nuovo ergastolo. I legali della difesa hanno già comunque annunciato il ricorso in Cassazione. “Questa sera  – ha dichiarato l’avvocato Claudio Salvagni – si è assistito alla sconfitta del diritto”.  “Aspettiamo le motivazioni – hanno detto i legali – ma il ricorso in Cassazione è scontato”.

“Giustizia è stata fatta”: queste sono state invece le parole dell’ avvocato di parte civile del processo Bossetti, Enrico Pelillo, subito dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Brescia che ha confermato l’ergastolo nei confronti del muratore.

Nel corso delle sue dichiarazioni spontanee Bossetti ha detto di essere vittima “del più grande errore giudiziario di tutta la storia”. Il muratore ha anche stigmatizzato il modo con cui fu arrestato: “C’era necessità di scomodare un esercito e umiliarmi davanti ai miei figli e al mondo intero?”. Ha poi aggiunto che, quando fu fermato nel cantiere in cui lavorava (e i momenti del fermo furono filmati) si sentì “una lepre che doveva essere sbranata da innumerevoli cacciatori”. “Perchè, perchè, perchè?” ha detto il muratore. E girandosi verso il pubblico in aula per poi tornare ai giudici, ha detto: “Io non sono un assassino, mettetevelo in testa”.

“Quando i miei figli vengono a trovarmi mi chiedono: papà, quando torni a casa? Non c’è un altra porta per uscire? E ai miei figli dico: non uscirò da un’altra porta: uscirò a testa alta dallo stesso, immenso portone da cui sono entrato”.

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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