venerdì, Luglio 30, 2021
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Casette ai migranti e non ai terremotati: VERGOGNA

Se veramente si verificherà questa eventualità si tratterà dell’ennesima beffa e non si potrà più stare a guardare. Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione e da quanto scritto da Il Giornale, sarebbero in arrivo casette Ikea e campeggi green per dare ospitalità ai migranti in modo tale da ovviare al problema della fruizione di strutture esistenti.

Nel mentre ad Amatrice il 30% della popolazione è ancora senza un tetto sulla testa. E sempre in provincia di Rieti, a Cittareale, nuclei interi di famiglie, tra cui si annoverano persone con gravi problematiche di salute, vive in container donati da associazioni del luogo e non dallo Stato. Qui si sta sfacciatamente perseguendo l’obiettivo di ignorare il popolo italiano che soffre in nome di un’accoglienza che si basa più su fini di lucro che sull’ideale della solidarietà.

Parliamo di moduli abitativi di 17 metri quadri ciascuno da predisporre adeguatamente per realizzare dei veri e propri camping con moduli separati di bagni e docce. La spesa?  Circa mille euro a casetta, più 250 euro per la pompa di calore. Quindi per i 350 moduli, quelli che la Cri intende acquistare, si arriva 437.500 euro più Iva ovviamente. La maggior parte di questi prenotati e predestinati: 100 a Settimo Torinese, 50 a Bresso, 50 a Lecce, altri 50 a Roma da piazzare alla Tendopoli Portuense e 100 in magazzino per eventuali emergenze.

Insomma, in questo caso la risposta all’emergenza sembrerebbe essere stata pronta e facile. Anche se comporta dei costi. Mentre, per quanto riguarda i nostri terremotati, l’umiliazione è anche quella di dover sottostare  al sorteggio delle famigerate casette. E diciamo famigerate in quanto si è dovuto attendere quasi un anno dal sisma per assistere alla riffa dell’assegnazione. Non ci sono più parole. E, al di là delle belle frasi pronunciate in un impeccabile “politichese”, la beffa è stata chiara e palpabile e non ci sono più scuse.

Queste le parole di Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, riportate da Il Giornale: “Chi ha deciso come affrontare l’emergenza abitativa del terremoto è gente che non ha vissuto nel dolore. I cittadini che hanno vissuto un anno in hotel senza intimità, parlando sempre delle stesse cose e, parecchi, senza avere avuto ancora una nuova possibilità lavorativa e quindi la possibilità di reintegrarsi socialmente, rimarranno terremotati a vita. Il rischio nel prossimo futuro sarà l’assistenza sanitaria di cui necessiteranno anche per via di stati di profonda depressione. Invece di spendere 3mila euro al mese per pagare l’hotel il governo avrebbe dovuto dare un bonus di 1.500 euro a ciascuna famiglia, risparmiando peraltro, con la possibilità di affittare una casetta per il tempo necessario alla ricostruzione”.

E a distanza di un anno dal terremoto, tra il 20 e il 30 per cento degli abitanti di Amatrice non è stato ancora dotato di casette.  Una vergogna senza fine. Uno schiaffo alla dignità di chi nasce, vive in Italia, paga le tasse, vive l’emergenza e viene abbandonato a se stesso.

Lucia Mosca

Redazione
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