mercoledì, Ottobre 21, 2020
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CLANDESTINI, ENNESIMO GIRO DI VALZER A VIENNA

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Ci risiamo: ennesimo giro di valzer della politica Austriaca sul tema clandestini, che però fra avanti ed indietro marcia comunque verso la chiusura del confine al Brennero ai migranti provenienti dal nostro disgraziato Paese.

Come già anticipavamo la settimana scorsa sulle prossime elezioni anticipate austriache fissate al 15 ottobre e sulla emergenza clandestini sbarcati in Italia che destinata a dominare la campagna elettorale siamo stati facili profeti.

Anche se il Cancelliere austriaco, il socialdemocratico Kern si è affrettato a rettificare l’invito all’Italia a lasciare i clandestini sulle isole dove sbarcano senza trasferirli sul territorio continentale – formulato dal proprio ministro degli Esteri Sebastian Kurz, giovanissimo candidato democristiano alla prossima Cancelleria nonché epigone del nazionalista Christian Strache – la sostanza del problema non cambia.

Il popolo austriaco non vuole sul proprio territorio i clandestini provenienti dall’Italia e vincerà le prossime elezioni chi saprà meglio garantire ai propri cittadini che tale desiderio sarà realizzato.

E noi Italiani bene faremmo a fare tesoro di quanto accade presso i nostri vicini alpini: lì il popolo sovrano detta l’agenda ai propri rappresentanti pur non avendo una autentica invasione in corso in casa propria, mentre nella povera Italia di oggi il buonismo antirazzista in servizio permanente effettivo ( che non si occupa però del razzismo di cui sono vittima gli Italiani perbene qui nel proprio Paese, ridotti al ruolo di bancomat della casta dei politicanti ) ed i professionisti del business dell’accoglienza hanno spalancato porte e finestre all’arrivo di tutti i clandestini infischiandosene della contrarietà della stragrande maggioranza dei cittadini.

A questo punto, anziché preoccuparsi di censurare i politici Austriaci che si limitano a difendere il proprio Paese, anche qui in Italia è giunta l’ora di fermare l’invasione in atto, consentendo l’ingresso nel nostro Paese solo ai migranti in possesso di regolare visto di entrata.

Se così non fosse, e se così continuerà a non essere vorrà forse dire che tutti qui in Italia possono calpestare leggi e regole, ad eccezione dei cittadini del nostro sventurato Paese chiamati solo a pagare e tacere?

                                                                           Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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