venerdì, Ottobre 23, 2020
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Adele De Vincenzi non ce l’ha fatta: uccisa dallo sballo

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Adele De Vincenzi non ce l’ha fatta. Ad ucciderla lo sballo, quello che sempre più frequentemente i giovani cercano per crearsi una realtà illusoria, fatta di euforia e supereccitazione. Una realtà in cui tutto assume un altro aspetto e ci si sente in cima al mondo. Purtroppo per questa studentessa di Chiavari di soli 16 anni non c’è stato nulla da fare.

E’ stata uccisa da una dose letale di Mdma, potente metanfetamina usata per confezionare le pasticche di ecstasy che può essere ingerita in polvere mescolata all’acqua. Ha consumato la sostanza insieme al fidanzato e ad una coppia di amici in una stanza in affitto nel quartiere San Martino di Genova, zona universitaria della città.

Arrestati con l’accusa di spaccio aggravato e morte come conseguenza di altro reato il fidanzato 21enne, Sergio Bernardin, e l’amico Gabriele Rigotti, 19 anni. Il pusher sarebbe un giovane di 17 anni, residente a Busalla. Per lui è scattata una denuncia, vista la minore età.

I fatti risalgono alla serata di venerdì. Il gruppo si riunisce nella stanza di Rigotti e dopo aver assunto la sostanza decide di proseguire la serata nel centro storico.  I giovani escono a piedi ma in via San Vincenzo, vicino alla stazione Brignole, Adele collassa.  Gli amici allertano il 118 e viene trasportata nell’ospedale di Galliera. Adele entra in coma e malgrado il disperato tentativo dei medici di salvarla per circa un’ora, il cuore della ragazza cede.

“E’ arrivata che era già in coma profondo”, spiega Paolo Cremonesi, direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Galliera. Il medico lancia un appello: Bisogna far capire ai giovani che non esistono droghe leggere o pesanti” Non era la prima volta che il gruppetto abusava di Mdma.

Adele aveva perso la mamma un anno fa. E forse cercava di sfuggire al proprio dolore rifugiandosi nella falsa euforia che viveva assumendo droga. Alla notizia della morte di Adele il padre ha accusato un malore. E adesso è forse lui la vera vittima di tutto questo.

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Adele De Vincenzi non ce l’ha fatta: uccisa dallo sballo

  1. Sono profondamente Addolorato, non si può morire così a 16 anni, ci sono tanti modi per divertirsi senza ricorrere all’uso delle droghe, lasciate il partner quando vi propone di fare uso di questo strumento di morte. mi associo al dolore dei familiari di Adele.

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