venerdì, Luglio 30, 2021
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Orrore ad Aversa: uccide per gelosia l’amico gay del compagno trans

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Tragedia della gelosia ad Aversa. Uccide quello che ritiene il suo rivale in amore, reo, nella sua testa, di aver intrecciato una relazione con il suo compagno trans. Poi cerca di far sparire il cadavere. Ma viene incastrato da un video. Ciro Guarente, di 35 anni, residente a Giugliano in Campania (Napoli), è stato fermato dai carabinieri, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli Nord, per omicidio ed occultamento di cadavere.

Vittima dell’omicidio è Vincenzo Ruggiero, 25 anni, originario di Parete, nel Casertano. Il giovane era scomparso da Aversa lo scorso 7 luglio e da allora di lui non c’era più stata alcuna traccia. Secondo gli investigatori l’ipotesi più probabile è che Guarente abbia gettato il corpo in mare. Il cadavere non è stato ancora rinvenuto.

Ad inchiodare Guarente la telecamera di uno studio privato che gli inquirenti hanno scoperto essere puntata proprio verso l’ingresso dell’abitazione della vittima. Passando al setaccio le immagini della serata del 7 luglio, hanno notato il 35enne entrare nel portone dell’abitazione della vittima, e poco dopo l’arrivo di Ruggiero. Qualche ora più tardi Guarente è stato ripreso mentre caricava delle valigie nella sua auto, e trasportare qualcosa di molto pesante. L’omicida ha poi confessato.

“Si, ho ucciso io Vincenzo – queste le sue dichiarazioni – , perché aveva una relazione con il mio compagno: poi ho caricato il cadavere in auto e l’ho gettato in mare a Licola”. Il delitto sarebbe avvenuto proprio il giorno in cui la vittima è stata vista l’ultima volta, il 7 luglio scorso. La madre della vittima ne aveva subito denunciato la scomparsa, ma in un primo momento si pensava ad un allontanamento volontario; dell’improvvisa sparizione di Vincenzo aveva parlato anche l’Arcigay di Napoli.

Questa la ricostruzione dei fatti: Guarente avrebbe avviato una lite per gelosia; si sarebbe verificata una colluttazione  durante la quale Guarente avrebbe spinto con forza Ruggiero provocandone la caduta contro un mobile appuntito; l’urto ne avrebbe provocato la morte. Guarente si sarebbe poi dato alla fuga dopo aver caricato nella sua auto il corpo e gli oggetti personali della vittima. Si sarebbe poi diretto verso il mare, a Licola, sbarazzandosi così del cadavere.

 

Redazione
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