martedì, giugno 18, 2019
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VENEZUELA, IN MANETTE DUE LEADER DELL’OPPOSIZIONE

I due leader dell’opposizione venezuelana, Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, sono stati arrestati dai servizi di intelligence (Sebin). Lo riferisce El Pais citando tweet di amici e parenti dei due. La moglie di Lopez, Lilian Tintori, ha scritto che gli agenti “hanno portato via Leopoldo da casa”: “Non sappiamo dove si trovi. Maduro è responsabile se succede qualcosa”, ha aggiunto. In carcere dal 2014 per istigazione alla violenza di piazza e altre accuse, Lopez si trovava ai domiciliari dall’8 luglio.

Nel suo primo discorso pubblico dopo l’annuncio dei risultati nelle elezioni per l’Assemblea Costituente, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato che l’organismo servirà per prendere misure contro il Parlamento, la Procuratrice Generale, i dirigenti dell’opposizione e la stampa indipendente. 

Resiste il presidente delle Camere Julio Borges, che parla di ‘uno scenario di scontro violento’, perché l’opposizione non vuol cedere le sede del legislativo all’Assemblea, di cui non riconosce la legittimità. Contro la Costituente voluta da Maduro si schiera anche la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz. Le elezioni per l’Assemblea Costituente svoltesi in Venezuela sono “uno schiaffo al popolo e alla sua sovranità”, che serve solo a soddisfare le “ambizioni dittatoriali” di un “piccolo gruppo” che vuole perpetuare “il potere assoluto in mano ad una minoranza”. La Procuratrice in una breve conferenza stampa ha chiamato i cittadini a “disconoscere l’origine, il processo e il presunto risultato di questa Costituente immorale”.


Intanto, il bilancio della repressione è di 14 morti solo domenica: tra le vittime anche una ragazzina di 15 anni a San Cristobal, nell’ovest del Paese.

Mentre il governo ha continuato ad assicurare che nel paese “regna la calma” e, nonostante la bassa affluenza, ha definito le elezioni un “successo storico” del chavismo. Un appello alla comunità internazionale è stato lanciato dal leader dell’opposizione Leopoldo Lopez che chiede di non riconoscere il voto e denuncia la “brutale repressione della protesta”.

I dati ufficiali parlano di un’affluenza del 41,5%, mentre l’opposizione di una astensione dell’87%. Aumentano i paesi americani che non riconosceranno l’esito dello scrutinio: Messico, Colombia, Perù e Argentina; il Cile parla di voto “illegittimo”. E gli Stati Uniti impongono sanzioni al presidente del Venezuela. Le sanzioni a Maduro si vanno ad aggiungere alla già lunga lista degli esponenti del governo venezuelano finiti sotto nel mirino delle autorità americane. L’amministrazione Trump congela gli asset di Maduro sotto la giurisdizione americana e vieta agli americani di fare affari con lui.

“In Venezuela c’è una situazione al limite della guerra civile e di un regime dittatoriale. Una realtà che non riconosceremo: non riconosceremo l’assemblea costituente voluta da Maduro”. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un’intervista al Tg5. “Ricordiamo che ci sono 130mila italo venezuelani in condizioni molto precarie. Ci muoviamo dunque sul piano diplomatico e su quello della difesa dei nostri connazionali”, aggiunge.

Bilancio procura, 121 i morti  – Sono 121 le persone morte negli scontri di piazza in Venezuela e almeno 1.958 quelle rimaste ferite. E’ il bilancio della procura venezuelana comunicato dalla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz che per la prima volta attribuisce la responsabilità di queste morti: almeno il 25% di morti sono stati uccisi dalle forze dell’ordine e il 40% da gruppi di civili armati. “Il peggio è che siamo testimoni anche di crimini contro l’umanità”, ha aggiunto la Procuratrice: “Il Venezuela non merita questo, sono gravi violazioni dei diritti umani che intendo continuare a denunciare”. (Fonte ANSA)

 

 

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