domenica, agosto 25, 2019
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Migranti, Iuventa sotto sequestro: contatti con i trafficanti

Sotto sequestro la nave tedesca Iuventa per presunti rapporti con i trafficanti si esseri umani. Secondo quanto appurato, in alcune occasioni il peschereccio si sarebbe spinto addirittura fino a 13 miglia dalla costa libica. E’ di due giorni fa la notizia della mancata sottoscrizione del codice di condotta per le Ong preparato dal Viminale. Una scelta, quella della Jugend Rettet, condivisa da altre organizzazioni non governative, come Msf.

La Procura di Trapani ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro dell’imbarcazione con l’ipotesi di  favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina.

Nell’inchiesta, condotta dallo Sco, è stato usato anche un agente sotto copertura. In particolare, uno avrebbe lavorato sulla nave Vos Hestia che opera per conto di Save the Children. La Iuventa  è stata scortata in porto con l’intervento di numerose motovedette della Guardia Costiera.  Dopo di che è scattato il sequestro.


A spiegare il contenuto dell’indagine – avviata a marzo di quest’anno dalle dichiarazioni di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione di un’altra organizzazione non governativa, Save The Children – è stato il procuratore facente funzioni Ambrogio Cartosio.

Gli inquirenti avrebbero accertato almeno tre casi in cui alcuni componenti dell’equipaggio della nave, non ancora identificati, avrebbero avuto contatti con trafficanti di migranti libici e sarebbero intervenuti in operazioni di soccorso senza che i profughi fossero in reale situazione di pericolo.

“La più temeraria era sicuramente la Iuventa che, da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa, che è un’imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da ‘piattaforma’ ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante…”, racconta ai pm uno dei testimoni che rivela anche che i gommoni usati dai trafficanti venivano restituiti agli scafisti. “Ci sono gravi indizi di colpevolezza – ha detto Cartosio – e poi ricorre il caso in cui la legislazione speciale prevede la confisca del mezzo che interviene in caso di condanna dei proprietari e questo ci impone di ricorrere al sequestro preventivo accettato dal gip”. Mentre il gip parla di vero e proprio “rendez vous tra trafficanti e Iuventa”.

Gli episodi contestati risalgono al 18 e 26 giugno e al 10 settembre. “Ma ve ne sono anche altri – ha spiegato il magistrato – che contribuiscono a sostenere che questa condotta sia abituale”. La responsabilità degli illeciti sarebbe individuale. Non ci sarebbero cioè legami tra i trafficanti e la Ong: infatti non è stata contestata l’associazione a delinquere.

“E comunque – ha precisato Cartosio – le persone coinvolte non hanno agito per denaro”. Che la vicenda avrebbe suscitato clamore, la Procura lo prevedeva. “La delicatezza dell’indagine, gli intricati risvolti giuridici e rilevanza sociale – ha precisato il procuratore – ci induce a dare all’opinione pubblica informazioni il più possibile formali e corrette“. “Sulla nave si sono alternati diversi equipaggi – ha aggiunto – e al momento non pare abbiano percepito compensi. La mia personale convinzione è che il motivo della condotta dell’equipaggio sia umanitario”. La Iuventa ha iniziato le sue attività di soccorso il 30 giugno dell’anno scorso.

Erano stati i ragazzi della “Jugend Rettet” (Gioventù salva), organizzazione nata per volontà di nove berlinesi, tra i 20 e i 29 anni, ad avere l’idea di comprare una nave per poter partecipare attivamente al soccorso in mare. Grazie all’aiuto dei volontari e ad una raccolta fondi che superò i 100mila euro, sono così riusciti a trasformare un vecchio peschereccio olandese in una nave da salvataggio.

 

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