sabato, Maggio 15, 2021
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MADURO, IL VENEZUELA NEL CAOS

La parabola del regime di Nicolas Maduro in Venezuela sta precipitando verso un finale a tinte fosche, rievocando le ultime settimane di tanti dittatori che nel XX° e nel XXI° secolo hanno trascinato i propri popoli nella miseria e nel caos.

Il governo dell’ex autista della metropolitana di Caracas, ex sindacalista ed ex braccio destro di Chavez sta assumendo giorno dopo giorno caratteristiche sempre più violente, repressive e sinistre; l’ultima ondata di proteste popolari sollevata dal tentativo di eleggere una Assemblea Costituente di comodo basata su brogli ed irregolarità conclamate, al fine di esautorare un Parlamento controllato dalle opposizioni democratiche, e di perseguitare la Procuratrice generale Luisa Ortega Diaz, simbolo della resistenza legittima al dittatore ha provocato centinaia di vittime civili, provocate dalla repressione madurista.

La stragrande maggioranza della comunità internazionale ha condannato Maduro e perfino il Santo Padre ha tentato di frenare la deriva dittatoriale in Venezuela invitando il regime venezuelano a sospendere l’insediamento dalla screditata Assemblea Costituente voluta dal regime, rimanendo però purtroppo inascoltato.

Ma al di là delle gravi violazioni dei diritti umani praticate dal regime nei confronti degli oppositori, e delle centinaia di morti spesso giovanissimi causati dalla repressione, a carico del regime venezuelano va attribuita la terribile responsabilità di aver ridotto in miseria una Nazione potenzialmente ricchissima, sede delle maggiori riserve petrolifere al mondo situate nelle distese delle sabbie bituminose dell’Orinoco che si stima contengano più di 100 miliardi di barili di greggio.

Nonostante ciò il Venezuela negli ultimi 4 anni è stato classificato dagli osservatori come il paese con il più alto indice di miseria nel mondo, ed ha visto la povertà dilagare in vasti strati della popolazione residente.

La speranza per il popolo di Caracas e per la comunità internazionale, che ha già tentato di frenare la deriva dittatoriale di Maduro sospendendo il Venezuela dal MERCOSUR, il mercato comune sudamericano per il mancato rispetto della clausola di democraticità che regola l’accordo può venire a questo punto dalla resistenza democratica e non violenta contro il regime.

Solo dai giovani e dagli intellettuali venezuelani può sorgere una alternativa in grado di sconfiggere la violenza e la repressione del regime: ancora una volta un dittatore sta trascinando il proprio popolo nel caos e nella miseria ma in un mondo globale ed interconnesso sarà la forza della pubblica opinione, interna ed internazionale, a portare il Venezuela verso la libertà e la democrazie: è solo questione di tempo.

 

        Gianni Brandi

Redazione
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