domenica, luglio 21, 2019
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CAOS ONG DI FRONTE ALLE COSTE LIBICHE

Avevamo ragione ancora una volta nel diffidare dell’operato di alcune delle ONG dedite al trasporto dei clandestini dalle acque territoriali libiche agli accoglienti porti Italiani, spesso finanziate da filantropi di dubbia trasparenza quali lo speculatore finanziario George Soros e la eterna candidata Presidente Hillary Clinton e da tempo indagate dalle Procure siciliane per sospette collaborazioni intrattenute con gli scafisti, trafficanti d’uomini e moderni schiavisti del terzo millennio, dediti al lucroso trasporto dei migranti.

Dopo le indagini del Procuratore Zuccaro sui sospetti contatti fra scafisti ed  ONG che andavano a caricare i clandestini su appuntamento fin dentro le acque territoriali libiche, e dopo il sequestro da parte della Procua di Trapani della nave “JUVENTA” armata da una organizzazione tedesca di fanatici buonisti a tutti i costi, giunge ora la notizia che le redivive autorità costiere Libiche hanno proibito alle ONG l’ingresso nelle proprie acque territoriali, zona in cui il diritto della navigazione prevede che ad un eventuale soccorso di migranti segua l’accompagnamento degli stessi nei porti libici di partenza, anziché nel Paese del bengodi, ovvero l’Italia.

A questo punto i prodi capitani coraggiosi delle navi armate dalle ONG hanno pensato bene di battere in ritirata, e di sospendere i soccorsi dei clandestini con la incredibile motivazione che le mutate condizioni – ovvero il semplice rispetto delle leggi internazionali vigenti – renderebbe i salvataggi TROPPO PERICOLOSO.


Cos’altro rimane da dire a questo punto? Solo che buonisti e filo-umanitari in servizio permanente effettivo alla Boldrini dovranno riflettere a lungo sulla sconcertante vicenda appena narrata.

Dal rifiuto opposto dalla maggioranza delle ONG con motivazioni pretestuose alla sottoscrizione di un semplice codice di condotta proposto dal ministero degli Interni Italiano, Paese ove si scarica tutto il rischio ed il costo dell’accoglienza delle centinaia di migliaia di clandestini che attraversano il Mediterraneo, alle indagini sui torbidi contatti intrattenuti da alcune organizzazioni con gli scafisti a cui si dava appuntamento di fonte alle spiagge libiche per caricare i clandestini, al divieto opposto alle ONG dalle autorità libiche all’ingresso nelle proprie acque territoriali per evitare ulteriori violazioni delle leggi internazionali una luce sinistra si sta progressivamente sempre più proiettando su tutte queste vicende.

Non bisogna generalizzare, e vi saranno certamente fra tutte alcune organizzazioni e molte persone che operano in buona fede, non rendendosi probabilmente conto dei grandi favori resi agli scafisti: ma ciò non toglie che la legge internazionale deve regnare sovrana nelle acque del Mediterraneo e che la immigrazione clandestina costituisce comunque una condotta illecita che non deve essere favoreggiata.

Si torni finalmente ad applicare la legge, tutto qui.

                                                                                     Il Conte Rosso

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