venerdì, Novembre 22, 2019
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Gli assassini di Niccolò già liberi e richiedenti asilo: ADESSO BASTA

Adesso basta, la misura è colma.

Il bestiale omicidio di un ragazzo perbene, Niccolò Chiatti di Scandicci, avvenuto 3 giorni fa nella discoteca St, Trop’ di Lloret de Mar in Spagna a seguito di un pestaggio a calci in faccia commesso da tre Ceceni richiedenti asilo politico in Francia – di cui 2 già scandalosamente scarcerati dalla magistratura catalana – fa ribollire il sangue e suscita l’indignazione di tutti gli Italiani.

E’ uno scandalo gigantesco il fatto che soggetti capaci di tale bestiale ed efferata violenza contro un bravo ragazzo, suscitata da motivi talmente futili come uno spintone involontario nella calca di una discoteca sulla costa vicino Barcellona dove Niccolò si trovava in vacanza da risultare abbietti, possano essere ammessi ai benefici dei richiedenti asilo nei Paesi europei, che garantiscono mesi di sussidio pagato dai contribuenti nell’attesa di accertare i requisiti della effettiva condizione di rifugiati, che poi risultano del tutto assenti nella stragrande maggioranza dei casi.


 

Questo gigantesco imbroglio ai danni dei cittadini europei deve essere finalmente smascherato, e l’Italia per onorare la memoria di Niccolò deve avere la forza di imporre all’Unione Europea una drastica restrizione dell’accesso alle richieste di asilo, divenute negli ultimi anni un autentico “refugium peccatorum” che attira in Europa tutta la feccia del mondo.

Va immediatamente rivista tutta la procedura di ammissione alla richiesta di asilo politico, che nella storica motivazione della protezione dei perseguitati mirava alla tutela di qualche decina di casi all’anno nel mondo intero, rappresentati da leader politici di opposizione minacciati di morte nei Paesi di provenienza, o da oppositori torturati e perseguitati per ragioni politiche.

Tali casi sarebbero talmente conclamati ed evidenti da non richiedere lunghe e costose indagini in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti, mentre la enorme e demenziale espansione della potenziale platea dei rifugiati a chiunque provenga da Paesi teatro di guerre o di scontri intestini ha attirato i peggiori soggetti di tutto il mondo a farne richiesta, per garantirsi mesi e mesi di lauti sussidi percepiti in attesa di fare chiarezza.

Niccolò non sarebbe stato ucciso in maniera bestiale se non si fosse concesso ai suoi assassini provenienti dalla Cecenia di spacciarsi in Francia per rifugiati messi in fuga dalla feroce guerra civile in atto in patria fra filo-russi e terroristi islamisti, capaci pochi anni fa di ammazzare oltre 700 bambini durante l’assalto spaventoso e disgustoso alle scuole di Beslan.

L’Unione Europea ed i buonisti in servizio permanente effettivo hanno sulla coscienza la morte di Niccolò, ragazzo onesto e grande lavoratore, ed ora non possono più fare gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia.

Si restringano drasticamente i requisiti per presentare domanda di asilo politico in Europa, prevedendo almeno l’obbligo di esibire prova documentale delle presunte persecuzioni subite PRIMA di provare a spacciarsi per rifugiati.

Chi chiede rifugio e protezione nei nostri Paesi non può ammazzare un bravo ragazzo a calci in faccia, altrimenti tutto diventa una gigantesca truffa ai danni dei contribuenti e dei cittadini perbene.

Il drammatico omicidio di Niccolò non può restare impunito, e la sua morte non può rimanere inutile e vana: BASTA ASILO POLITICO FACILE, ADESSO.

                                                                                                    Il Conte Rosso

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