domenica, luglio 21, 2019
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Dopo Kim Jong-un è la volta di Rouhani: “Pronti a stracciare l’accordo nucleare”

Dopo Kim Jong-un è la volta del presidente iraniano Hassan Rouhani, che ha minacciato di stracciare l’accordo nucleare del 2015 “entro poche ore” se gli Stati Uniti continueranno ad imporre nuove sanzioni al Paese.

Ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti non sono un partner affidabile, citando il ritiro dell’amministrazione di Trump dall’accordo sul clima di Parigi e le nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti su Cuba.

Rouhani è stato chiave di volta dell’accordo nucleare del 2015 con gli Stati Uniti, l’Unione europea e altri partner.
L’accordo ha portato alla soppressione della maggior parte delle sanzioni internazionali contro l’Iran in cambio della limitazione del programma nucleare.


Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l’Iran.  “Le azioni degli USA riguardo all’attuazione [dell’accordo nucleare] dimostrano che gli Stati Uniti non sono un partner affidabile”, ha dichiarato Rouhani. “Il mondo deve sapere che qualsiasi abrogazione relativa all’accordo dovrà affrontare la reazione unanime della nazione e del governo dell’Iran”.
Dall’altra parte, gli Stati Uniti accusano l’Iran di aver generato il caos in Medio Oriente e condannano il sostegno del Paese a gruppi terroristici legati secondo gli Stati Uniti alle milizie e al presidente siriano Bashar al-Assad.

“Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per le attività che il governo iraniano sta portando avanti in Medio Oriente, che minano la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell’area”, ha dichiarato Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato Usa nel mese di luglio.

Hassan Rouhani ha poi allentato la tensione i toni facendo sapere che l’Iran cercherà di rimanere fedele ai propri impegni nell’ambito dell’accordo.

Sembra che per il Presidente americano Donald Trump i grattacapi non siano destinati a finire. Nel mentre la Corea del Nord ha sospeso le azioni inerenti un possibile attacco alla base di Guam con la promessa-minaccia di osservare attentamente il comportamento degli “Yankee”.

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