venerdì, Ottobre 23, 2020
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Barcellona, Rambla colpita a morte: “Alla guida del furgone un uomo che sorrideva”

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Il terrore colpisce Barcellona, nella zona solitamente di massimo afflusso di turisti. Il bilancio provvisorio è attualmente di 13 morti e di oltre 50 feriti. Un furgone, alla Rambla, si è scagliato sulla folla. Le forze dell’ordine locali hanno confermato che si tratta di un attacco terroristico e hanno arrestato Driss Oukabir. Si cerca ora di rintracciare  gli altri due presunti responsabili dell’attacco. I testimoni: “Alla guida del furgone un uomo che sorrideva”.

L’attentato ha seminato il terrore intorno alle 18 di questa sera. Un’ora più tardi, la polizia catalana ha confermato che si trattava di un attacco terroristico. Fermato Oukabir Driss, che aveva affittato il furgone a Mogoda (Barcellona). E’ stato poi rinvenuto un secondo veicolo, con il quale sarebbero dovuti fuggire i responsabili dell’atto terroristico.

La Spagna non ha mai abbassato la guardia e l’allerta terrorismo è alta dal 2015. Tuttavia non aveva finora subito alcun attacco terroristico dall’ 11 marzo 2004, atto che provocò 192 morti e oltre 2.000 feriti alla stazione di Atocha a Madrid.

In strada il caos ha regnato sovrano: persone chiuse nei bar,  imprese con le serrande abbassate,  e, nella zona dell’incidente, numerosi corpi sull’asfalto.

“Ci sono morti ovunque. E ‘orribile”, ha detto Albert, infermiere che ha aiutato il personale medico di emergenza a curare le vittime dell’attentato.

A  gettarsi sulla folla sarebbe stato un furgone bianco che ha travolto molte persone. Ne sarebbe uscito un uomo, poi fuggito a piedi.

L’ex primo ministro Galo Manuel Valls, di origine catalana, Primo ministro della Francia dal 31 marzo 2014 al 6 dicembre 2016 , si è detto “scioccato” da queste notizie.

Secondo la polizia, gli attentatori sarebbero tre, di cui uno arrestato, e due in fuga. Il furgone sarebbe stato noleggiato in località Santa Perpetua de la Mogada. Oukabir Driss, di origine magrebina e con permesso di soggiorno in Spagna, è detenuto nel carcere di Figueres nella provincia settentrionale di Girona, da cui è uscito nel 2012.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Barcellona, Rambla colpita a morte: “Alla guida del furgone un uomo che sorrideva”

  1. Non sarà facile evitare queste tragedie visto il sistema usato,con tutti i mezzi che circolano
    come fai a sapere chi è il conducente e che intenzioni ha, non siamo più al sicuro da nes-
    suna parte,non ci sono più regole,le frontiere non ci sono più in Europa, non mi sembra una
    cosa giusta.Io sono stato in Africa,prima di uscire dall’aeroporto mi hanno controllato da capo
    a piedi ,come facevano 50 anni fa nei paesi Europei dell’est,il nostro buonismo dell’accoglien-
    za ci costerà caro.

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