lunedì, Ottobre 26, 2020
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“WHO’S NEXT?” L’ISIS MINACCIA L’ITALIA

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“Who’s next?” Una domanda inquietante e la risposta è la bandiera dell’Italia. Un canale della piattaforma Telegram legato all’Isis  ci indicherebbe infatti come prossimo obiettivo. Lo riferisce il Site, il sito Usa diretto da Rita Katz di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web. In passato le minacce al nostro Paese sono state numerose ma mai seguite dai fatti. Tuttavia, dopo l’ondata di orrore che ha pervaso l’Europa è ragionevole pensare che si faranno vivi anche qui. Anche se, in parte, devono esser grati alla debolezza del nostro governo che ha permesso l’ingresso anche a loro.

La domanda è: per quanto tempo possiamo limitarci a piangere i nostri morti? Il tempo necessario per prevenire la minaccia è già trascorso. Ed ora sta passando fin troppo velocemente anche quello per poter reagire. L’EUROPA DEVE, e non si tratta più di un’opzione discutibile, fronteggiare unita questa guerra subdola diretta a donne, bambini, innocenti, che rischia di diventare sempre più cruenta. Deve: non ci sono scuse, non ci sono più sé e ma che tengano.

Abbiamo consentito l’invasione in nome di uno stupido e stolto buonismo per dar seguito ad interessi economici di cui solo gli italiani perbene non hanno usufruito. Vediamo se un italiano perbene che cerca rifugio in Australia entra senza garanzie economiche e possibilità di lavoro certe. Qui abbiamo accolto cani e porci quando sappiamo perfettamente che è mancato un adeguato controllo.

Ed ora ecco i risultati. Oltretutto, l’accoglienza a tutti i costi può essere messa in atto da un Paese che ha prima sistemato la propria popolazione. Fare il contrario istiga l’odio tra popoli. Ma questo non è importato a nessuno. Ora affrontiamo una minaccia che non era difficile prevedere ma che nessuno ha finora arginato. Almeno cerchiamo di essere in grado di rialzare la testa e sopraffare finalmente ed una volta per tutte l’idea secondo la quale in nome di Allah si può uccidere, distruggere, seminare il terrore e meritare il paradiso.

Intanto, dopo l’attacco terroristico di Barcellona, a Milano è stata ulteriormente aumentata l’attenzione per la sicurezza in particolare nelle zone più affollate. Durante la seduta del comitato per l’ordine e la sicurezza “è stata ulteriormente richiamata la massima attenzione di tutti gli operatori sul campo e, in particolare – spiega un comunicato della Prefettura -, delle unità antiterrorismo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri”. Attenzione particolare sarà riservata ai mercati rionali e agli eventi in cui è prevista più affluenza (a partire dalle partite in programma a San Siro).

A Roma potrebbero essere presto installate nuove barriere in punti sensibili della città, ovvero luoghi particolarmente affollati o zone pedonali. E quanto sarebbe emerso nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza. Tra le ipotesi in campo che verranno valutate in una tavolo ad hoc tra Campidoglio e prefettura di Roma c’è la possibilità di mettere barriere, come new jersey o fioriere, in via del Corso e in via dei Fori Imperiali. Rafforzare le misure di sicurezza anche in piazza del Campidoglio, per esempio ipotizzando di interdire l’accesso alla piazza alle auto a noleggio, in molte occasioni dei van con vetri oscurati. L’idea sarebbe quella di vietare l’accesso dalla strada che sale da via della Consolazione. Si derogherebbe solo al trasporto dei disabili.  La conferma del piano sicurezza tutt’ora vigente a Roma con il rafforzamento del presidi nei luoghi considerati più sensibili. Inoltre una ‘stretta’ con controlli maggiori su veicoli come camion e ncc. Questa, a quanto si apprende, una delle decisioni che sarebbe emersa oggi dal comitato per l’ordine e la sicurezza riunitosi in Prefettura dopo l’attentato di Barcellona.

l.m.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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