mercoledì, Settembre 22, 2021
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Alfano scaricato in Sicilia da Meloni e Orlando: i due forni chiudono

Come avevamo giustamente previsto 10 giorni fa la politica dei due forni tentata da Alfano in vista delle prossime elezioni siciliane del 5 novembre è finita nel più classico dei vicoli ciechi.

D’altronde Alfano non è Andreotti, e la sua creatura Alternativa Popolare non è neanche lontana parente della vecchia Democrazia Cristiana, con le prevedibili conseguenze che abbiamo sotto gli occhi.

Dopo i continui minuetti accennati da Alfano in Sicilia, fra giuramenti di fedeltà rinnovati alla coalizione di centrosinistra con cui governa da anni, e repentini riavvicinamenti tentati quali novello figliol prodigo nei confronti di Forza Italia e del centrodestra, le nebbie si stanno diradando ed il finale sembra già scritto: i sondaggi non sono incoraggianti per Alternativa Popolare e sembrano escludere la possibilità di avere il peso di poter fingere da ago della bilancia nell’isola (e tanto meno quindi nel voto nazionale).

Ma soprattutto le manovre alfaniane sono andate ad infrangersi contro un dopiio veto opposto dai rappresentanti degli agognati due forni.

Dapprima Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia e principale sponsor di Nello Musumeci, sempre più probabile candidato governatore del centrodestra a Palazzo dei Normanni – probabilmente in ticket con l’Avv.to Armao portavoce degli autonomisti siciliani – ha sbattuto la porta in faccia al transfuga Alfano dichiarando a chiare lettere di non essere disponibile ad alleanze di centrodestra in Sicilia con chi da 5 anni governa a Roma con la sinistra di Renzi e Gentiloni, avendo spalancato le porte d’Italia all’invasione dei clandestini in atto, e con chi ha finora appoggiato nell’isola la fallimentare esperienza della giunta Crocetta con il PD al comando.

E da questo punto di vista non si può d’altronde dare torto alla Meloni se si vuole preservare almeno un minimo di serietà e di coerenza nell’azione politica e se si vuole prendere le distanze dall’eterna piaga italica del trasformismo.

Ma anche dall’altra parte Alfano ha i suoi grossi problemi: Leoluca Orlando, sempre più probabile candidato governatore in Sicilia per il PD e per il centrosinistra oppone un veto all’alleanza con Alternativa Popolare.

E quindi a questo punto quale sarà la prossima mossa di Alfano nelle sue vesti di aspirante fornaio? Staremo a vedere, ed a giudicare saranno i cittadini siciliani, sempre più stanchi dell’ennesima pantomima messa in scena dal teatrino della politica.

 

Gianni Brandi