mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Ischia, il terremoto della vergogna: si muore con magnitudo 4.0

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Ischia, 22 agosto 2017. Il sisma della vergogna. Non sembrava un terremoto in grado di destare eccessive preoccupazioni. Prima magnitudo 3.6, poi 4.0. Eppure in Italia per eventi di tale entità le case crollano, e si muore. La domanda da porsi è perché. L’Italia è così, si vive in stato di perenne emergenza.

Non si previene, non si fa manutenzione, ogni cosa viene trattata come se non fosse importante. ma ci sono in gioco vite umane, continuamente. L’Aquila, il Centro Italia, ora Ischia. Eventi che servono ai politici per mettere in campo le proprie parate, dando false, e, soprattutto, ipocrite, parole di conforto, quando non hanno, e a loro non interessa averne, la minima percezione del reale stato delle cose. Intanto l’Italia continua a risvegliarsi tra le macerie, piange i propri morti.

Fatta eccezione per il cordoglio iniziale, poi si trova da sola a rimboccarsi le maniche per cercare di ripartire. A quasi un anno esatto dal sisma che nel 2016 ha per sempre stravolto la vita del Centro Italia, ecco la nuova emergenza, come se avesse delle scadenze. E di nuovo, come un anno fa, sembra un evento imprevisto e, soprattutto, imprevedibile.

Ma è davvero così?  Intanto anche Ciro, 11 anni, è stato finalmente estratto dalle macerie della palazzina crollata a Casamicciola in seguito al terremoto di ieri sera. Ed il lungo applauso va, sempre e solo, a Vigili del fuoco, volontari, uomini della Protezione Civile, che si sacrificano, spesso senza mangiare e senza dormire, per salvare vite umane. Il fratellino Mattias era stato salvato in mattinata.

“E’ stato Ciro a salvare il fratellino Mattias. Dopo la scossa lo ha preso e lo ha spinto con lui sotto al letto, un gesto che sicuramente ha salvato la vita a entrambi. Poi con un manico di scopa ha battuto contro le macerie e si è fatto sentire dai soccorritori”. Queste le parole commosse del comandante della Tenenza di Ischia della Gdf, Andrea Gentile, nel riferire il racconto di uno dei vigili del fuoco.

Sono duemila gli sfollati a Casamicciola e altri 600 a Lacco Ameno. Il numero è stato reso noto dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, che oggi ha incontrato i sindaci dell’isola per fare un primo punto della situazione. Escluso l’allestimento di tendopoli, per l’accoglienza degli sfollati si confida di far ricorso alle diverse strutture ricettive presenti sull’isola verde. Verrà dichiarato lo stato di emergenza e verrà nominato un Commissario.

Mattarella ha telefonato ai sindaci di Casamicciola e di Lacco Ameno per esprimere il cordoglio per le vittime e la solidarietà alla popolazione e si è impegnato a visitare, quando possibile, i comuni colpiti e ha assicurato la sua attenzione per la ricostruzione.  Come se la sua visita potesse apportare il seppur minimo sollievo.  Un boato, poi crolli e vittime.  E’ stato un incubo che piano piano ha preso forma. E c’è chi fugge, ora, da Ischia.

Ad Ischia si contano per il momento due morti e decine di feriti. Sandro Simoncini, ingegnere e docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, punta il dito contro un abusivismo consapevolmente e colpevolmente tollerato, denunciato con durezza anche da Legambiente. “Ischia nel corso dei decenni è stata sottoposta a una sistematica speculazione edilizia: si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso e, in molti casi, lo si è fatto di fretta, utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico”.

Lucia Mosca