lunedì, Maggio 17, 2021
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Avenati, udienza finale: riuscirà a riavere suo figlio?

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Sembrava che Alessandro Avenati potesse finalmente tirare un sospiro di sollievo e vedere approssimarsi la data del ricongiungimento con suo figlio. Purtroppo, dopo una lotta strenua che dura da anni, c’è l’ennesimo rinvio. Il ricorso dei legali di Nina Kuluz relativamente alla sentenza del 2012 potrebbe allungare di molto i tempi. L’udienza che avrà luogo proprio questa settimana servirà infatti a stabilire se è possibile riaprire il caso relativamente al luogo di residenza del bambino. Se il giudice decidesse che gli elementi ci sono, si aprirà l’ennesima trafila giudiziaria per decretare in via definitiva dove il piccolo dovrà vivere. E Alessandro Avenati potrà appellarsi, ma trascorrerà altro tempo. Nel caso invece in cui si riscontrasse che tali elementi non sussistono, il giudice che si occupa dell’esecuzione, che sta attendendo l’esito di questa udienza per dare seguito fattivamente alle sentenze già emesse a favore del padre del bambino, fisserà una nuova data, dopo quella del 27 giugno saltata, lo ricordiamo, per l’assenza dell’interprete e dello psicologo.

Alessandro Avenati si è visto sottrarre il bimbo dalla ex di nazionalità Croata che l’ha portato con sé senza comunicare alcunché al padre. Solo nel 2016 si è scoperto che il bambino era a Spalato con la madre. Avenati ha già perso troppi anni e vorrebbe seguire la crescita di suo figlio. Visto che, tra l’altro, tutte le udienze sono a suo favore. Nina Kuluz ha finora sempre perso in tribunale ed è facile presumere che anche questa volta non abbia sufficienti elementi da portare in suo favore, malgrado l’appoggio delle istituzioni croate e dei connazionali che fanno il tifo per lei. C’è anche da dire che sono in molti anche in Croazia a sostenere Avenati nella sua battaglia: quella di un padre che chiede solo e semplicemente di stare vicino a suo figlio.

Il 9 aprile 2011 Avenati denunciò alla Stazione Carabinieri di Moncalieri (To) la sottrazione del minore da parte della madre che, secondo le sue informazioni, aveva fatto ritorno nella città di Spalato. Immediatamente vennero attivate le rispettive autorità giudiziarie e i canali diplomatico-consolari per il rintraccio della donna e del piccolo. In questi anni però, aiutata dai familiari, Nina Kuluz riuscì a nascondersi insieme al figlio, spostandosi frequentemente tra la Bosnia e la Croazia. Per Avenati sono stati anni di lunga e dolorosa attesa, attesa che continua ad arrecargli dolore. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna notizia certa. Tutto quello che riesce ad apprendere arriva per la maggior parte dalla stampa croata. Questa settimana sarà decisiva per l’esecuzione delle sentenze a favore di Avenati, nella speranza che, per il bene del bambino, si sia davvero in grado di fare la cosa giusta.

Lucia Mosca

Redazione
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