sabato, Ottobre 31, 2020
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Terremoto, un anno dopo: non è più il tempo delle parate

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Sisma un anno dopo, non è più il tempo delle parate. E’ stato un anno lungo, per certi versi interminabile. E agosto si conferma come mese implacabile per la terra che si muove. Lo scorso anno il Centro Italia, quest’anno Ischia. Nel 2016 un sisma di entità devastante, che ha distrutto vite e famiglie intere. Nel 2017 scosse di entità più contenuta, ma che non hanno evitato il dramma.

A distanza di un anno, qualcosa, non per tutti, comincia a cambiare solo ora, ma le macerie sono sempre lì. Circolano foto che ritraggono barriere poste per contenerle e forse nasconderle all’arrivo dei politici per l’inevitabile presenza sul luogo ed i discorsi di rito allo scoccare dell’anno.

Ma nulla può sotterrare il dolore delle popolazioni colpite che a fatica stanno riprendendo le proprie vite. Il terremoto del 24 agosto 2016 non ha colpito solo Amatrice. Pescara del Tronto, Arquata, i territori limitrofi. Alle 3.36 il boato, poi la terra ha inghiottito case, esseri umani, con una ferocia che nessuno potrà mai dimenticare. Le casette sono arrivate, e non per tutti, a quasi un anno di distanza.

Un anno pieno di dolore, di proteste, di indifferenza da parte delle Istituzioni. Qui i discorsi non servono. Le parate sono inutili. Intere famiglie costrette alle riffe delle casette quando avrebbero avuto il diritto di essere assistite da subito. E ci sarebbe stata la possibilità di farlo. Ma al di sopra di tutto ora c’è la burocrazia, che detta tempi e modi, che detta le regole. Una burocrazia ingombrante, spesso inutile, quasi sempre nociva. Alle emergenze si deve rispondere con semplicità ed immediatezza. Le parate non fanno bene a nessuno. Generano solo rabbia. Ma questo sembra essere un concetto di difficile assimilazione. Almeno da parte della classe governante, che non ha forse ben chiara la tragedia vissuta dai reduci del terremoto.

Il sisma ha cambiato per sempre la vita delle persone. E nel mentre continuano le scosse, seppur minime: dal 24 agosto 2016 se ne sono verificate 75mila di varia intensità. Una sequenza infinita. A distanza di un anno, si è ben lontani dal superare l’emergenza. E, a Cittareale, ci sono persone collocate in container donati dalle associazioni senza che lo Stato abbia mosso un dito. Persone con problemi di salute gravi, alle quali nessuna risposta è stata data se non un assoluto e cinico silenzio. (Foto tratta da L’Espresso)

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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