lunedì, Ottobre 19, 2020
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Caro Don Biancalani, un reverendo non dovrebbe indicare nemici

Legittimamente Don Biancalani da Vicovaro (Pistoia) aveva ritenuto una settimana fa di invitare 15 migranti – accolti anch’essi nel nostro Paese a spese dei contribuenti –a trascorrere una giornata in piscina in sua compagnia.

Ed altrettanto legittimamente il sacerdote aveva deciso di pubblicare le foto della giornata balneare sul proprio profilo FACEBOOK, accettando com’è ovvio in tal modo che gli utenti del social network potessero liberamente esprimere la propria opinione sulla iniziativa escogitata da Don Biancalani, tenuto conto dei gravi problemi che affliggono ogni giorno i nostri concittadini che anch’essi hanno diritto alla assistenza pastorale e materiale della Chiesa e dei propri parroci.

Appare quindi del tutto naturale che le foto ed il messaggio liberamente postati dal Parroco di Vicovaro avranno riscosso il consenso – più o meno entusiastico – di alcuni cittadini ed il dissenso di altri come è giusto che sia.

Ma la presa di posizione contraria all’operato di Don Biancalani assunta dai rappresentanti di Forza Nuova è stata bollata come una minaccia. Però quale sia la lamentata minaccia non appare chiaro, se appena si considera che nel nostro codice penale la minaccia è definita come la prospettazione di un danno ingiusto alla persona che si ritiene minacciata: ma in questo caso quale sarebbe il danno ingiusto che Forza Nuova  avrebbe prospettato al Parroco di Vicovaro?

Quello di presenziare alla messa di domani per vigilare sulla effettiva dottrina cattolica professata da Don Biancalani. Tutto qui? Evidentemente sì, a meno che esprimere il proprio dissenso dalle prese di posizione del religioso non debba essere considerato un delitto di lesa maestà.

E d’altronde il parroco di Vicovaro vorrà riconoscere che il messaggio da lui postato insieme alle foto dei 15 migranti invitata a trascorrere la giornata in piscina non suona perfettamente in linea con la dottrina della chiesa.

Scrivere “…e oggi…PISCINA! Loro ( i migranti) sono la mia Patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici.” appare stonato in bocca ad un sacerdote, ad un ministro della chiesa che dovrebbe predicare la pace, e non segnalare  nemici.

Un parroco che trae il proprio sostentamento dai fondi che lo Stato italiano versa per il sostentamento del clero provenienti dalle tasse pagate dai cittadini dovrebbe essere più cauto nelle proprie manifestazioni di patriottismo: la terra dei Padri è quella per cui tanti Italiani hanno versato il proprio sangue e se la si baratta su due piedi con quella dei migranti provenienti dall’Africa non ci si dovrebbe sorprendere se può manifestarsi qualche opinione non favorevole, senza necessariamente sentirsi minacciati.

Un vero parroco nell’Italia di oggi dopo 10 anni di crrisi economica e sociale devastante non dovrebbe correre dietro a nemici immaginari, ma essere vicino alle famiglie dei propri parrocchiani che non arrivano alla fine del mese, occuparsi dei malati e dei poveri, lavorare di più e preoccuparsi meno di giornate in piscina e social network.

E prima di lamentarsi di fantomatiche minacce, sarebbe assai meglio  fare un bagno di umiltà, e predicare pace e concordia secondo il precetto evangelico, anziché assumere posizioni provocatorie additando nemici con il rischio di seminare vento e lagnarsi poi se si ritiene immotivatamente di raccogliere tempesta.

Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Caro Don Biancalani, un reverendo non dovrebbe indicare nemici

  1. Vorrei fare notare che essere contro i fascisti è un dovere di ogni italiano (se è vero che esiste una legge che vieta la formazione di qualsiasi gruppo si rifaccia a quegli ideali) e il razzismo è una delle cose più contrarie alla religione cattolica (non siamo forse tutti fratelli?).
    I ragazzi sono stati premiati con una giornata in piscina, come succede alla fine di ogni progetto di volontariato che abbia come partecipanti ragazzi, adulti, italiani e stranieri. Se invece di essere stati ragazzi immigrati fossero stati ragazzi italiani nessuno avrebbe avuto niente da ridire, anzi.
    Come ultima cosa è bello notare come tutti i parrocchiani del prete in questione si siano mossi in sua difesa, mentre persone che non conoscono la realtà di quella comunità si riempiano la bocca di proclami su ingiustizie e favoreggiamenti. Se l’Italia è allo sbando non è colpa di un prete, ma del qualunquismo che impera nel nostro paese dove tutti si sentono in dovere di fare da ultras per una fazione o per la parte opposta

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