giovedì, Ottobre 22, 2020
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Bimba cristiana affidata a famiglia islamica: le tolgono il crocifisso

Notizie incredibili giungono dalle periferie povere di Londra Est. Una bimba inglese cristiana di soli 5 anni è stata tolta ai genitori e data in affidamento ad una famiglia musulmana che le ha fatto togliere la catenina con la croce che portava al collo e l’ha incoraggiata ad imparare l’arabo, dicendole che le donne europee sono delle alcolizzate.
La bambina è stata inserita forzosamente nel sistema di assistenza familiare da parte degli assistenti sociali del chiacchierato consiglio municipale del quartiere di Tower Hamlets ed ha trascorso sei mesi in due famiglie musulmane contro i desideri dei genitori. Nei rapporti dei servizi sociali si descrive la bambina disperata per non essere stata restituita ai genitori naturali in quanto la famiglia affidataria non parla inglese.
In un’altra relazione, che descrive la piccola come “molto afflitta”, si legge che non le era permesso di mangiare pasta alla carbonara per la presenza di pancetta nel piatto (proibita dall’Islam in quanto carne suina) e che la bambina si era lamentata per la rimozione della sua collana con il ciondolo della croce cristiana sottratta da uno degli affidatari e per essere stata incoraggiata ad imparare l’Arabo.
Durante una visita con la madre, la piccola le aveva riferito che le era stato detto che “il Natale e la Pasqua sono stupidi” e che “le donne europee sono stupide e alcoliste”.  Inoltre entrambe le donne presenti nella famiglia affidataria coprono i loro volti con velature islamiche quando accompagnano la bimba fuori casa, manifestando l’adesione ad una pratica religiosa influenzata dall’interpretazione radicale del Salafismo. La prima donna affidataria, con cui aveva vissuto per quattro mesi, aveva il niqab, mentre l’attuale affidataria indossa il burqa. Entrambe utilizzano comunque il velo integrale.
Un amico della famiglia ha dichiarato alla stampa: “Questa è una bambina cristiana di cinque anni. È nata in questo paese, parla l’inglese come la sua prima lingua, ama il calcio, possiede un passaporto britannico ed è stata battezzata in una chiesa. Ha già subito il grave trauma di essere separata forzatamente dalla sua famiglia, di religione cristiana. Ha bisogno di un ambiente in cui si sentirà sicura e amata. Invece, è intrappolata in un mondo in cui tutto è strano e sconosciuto. È davvero spaventoso per un bambino”.
Il consiglio comunale di Tower Hamlets, conosciuto per i sospetti di frode elettorale diffusa, era stato guidato dall’ex sindaco Lutfur Rahman, legato all’islamismo, poi allontanato dagli incarichi pubblici per cinque anni nell’aprile 2015 dopo essere stato accuso di frodi elettorali, per gravi casi di corruzione e con l’imputazione di esercitare “un’influenza spirituale indebita” sugli  elettori.
Nell’aprile del 2017, l’Ufficio per il monitoraggio degli standards educativi OFSTED ha condannato i servizi per l’infanzia del municipio di Tower Hamlets come “inadeguati”, per avere rappresentanti politici locali ed assistenti sociali criticati per le “problematiche diffuse e gravi nei servizi offerti a bambini che necessitano di aiuto e protezione”.
Il sobborgo di East London ha una popolazione che è solo per il 31 per cento di etnia britannica rispetto al 45 per cento in media in tutta Londra. Ma, mentre è normale per i bambini provenienti da minoranze etniche  essere ospitati da famiglie affidatarie cristiane, l’opposto si verifica raramente in quanto vi sono più affidatari britannici rispetto a quelli delle minoranze etniche. Quando si dispone l’affidamento di un bambino al di fuori della famiglia di provenienza, le autorità locali devono prendere in considerazione l’ambiente culturale di origine del bimbo.
Le scuole dirette dal Consiglio municipale di Tower Hamlets sono state sospettate anche di infiltrazione da parte dell’estremismo islamista. Gli ispettori hanno rilevato anomalie presso  due istituti scolastici pubblici i cui studenti erano stati esposti ai sermoni di Anwar al-Awlaki, sospettato di essere un reclutatore di al-Qaeda ed hanno rilevato che gli alunni in sei scuole musulmane private potrebbero essere “vulnerabili alle influenze estremiste e alla radicalizzazione”.
Infine vanno ricordati casi recenti che hanno evidenziato una posizione negativa e pregiudizievole da parte dei servizi sociali britannici nei riguardi delle famiglie affidatarie cristiane. In un caso specifico una coppia cristiana, a Londra, sarebbe stata informata da un assistente sociale del fatto che il battesimo del figlio neonato avrebbe diminuito le probabilità di essere adottato.
Queste vicende a dir poco paradossali dovrebbero sensibilizzare l’opinione pubblica a diffidare della propensione manifestata dai servizi sociali di molti Paesi occidentali – compreso il nostro – ad allontanare i bambini anche molto piccoli dai propri genitori naturali per le ragioni più discutibili, affidandoli a famiglie di dubbia capacità educativa soprattutto rispetto alla personalità ed all’identità del minore.
In ogni caso qualsiasi manipolazione dei bambini nel senso dell’allontanamento dalle proprie radici culturali e religiose, maldestramente giustificate, vanno respinte nell’interesse dei bambini e a difesa del libero sviluppo della loro personalità. Ma soprattutto va ricordato che ogni bambino ha il diritto di vivere con i propri genitori naturali, a meno di casi di violenza e di soprusi, e che nessuna famiglia affidataria potrà mai sostituirli.
    Il Conte Rosso
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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