mercoledì, Settembre 22, 2021
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Rimini, preso il “capobranco” degli stupri: era un richiedente asilo

È stato preso nella notte a Rimini il quarto giovane della banda dei due stupri di Rimini, considerato il ‘capobranco’: si chiama Guerlin Butungu, 20 anni, congolese, rifugiato residente a Vallefoglia nel Pesarese. E’ stato preso dagli agenti dello Sco e della Squadra mobile di Rimini e Pesaro.

Il giovane era arrivato in Italia nel 2015 come richiedente asilo per motivi umanitari. Era stato affidato a una cooperativa di Cagli, nel Pesarese, secondo la quale il ragazzo finora non aveva dato problemi. Ma, secondo Rtv San Marino, chi lo conosce aveva notato negli ultimi tempi una cura negli abiti, particolarmente costosi, che aveva provocato qualche domanda alla quale Butungu aveva risposto elusivamente.

La fuga di Butungu. Il congolese era armato: aveva un coltello e alle 2 di notte era sfuggito alla cattura nel centro di Pesaro mentre si trovava in bicicletta. Ma aveva il cellulare: seguendone le tracce, la polizia ha individuato il luogo in cui si trovava. Nella fuga ha perso anche i documenti. A quel punto il ventenne ha tentato la fuga all’estero, probabilmente in Francia, salendo su un treno a Pesaro diretto a Milano, ma la sua corsa è finita a Rimini. La polizia lo ha fermato mentre il treno transitava in stazione e, una volta bloccato il convoglio, gli uomini dello Sco e della squadra mobile sono saliti e hanno trovato il ragazzo in una delle carrozze.

“Turpi, brutali e ripetuti atti di violenza”. E’ questo, in sintesi, un passaggio del decreto di fermo firmato dal procuratore per i minorenni di Bologna, Silvia Marzocchi, per i giovani stranieri accusati degli stupri di Rimini. Il procuratore è rimasto fino ad oltre le due di notte a Rimini per procedere agli interrogatori dei due fratelli marocchini e del 16enne nigeriano.

“L’arresto di questa mattina è stato una doppia soddisfazione perché a mettere le manette al quarto uomo sono state due donne. Un gesto simbolico che ha reso giustizia alle vittime delle violenze”, racconta il Questore Maurizio Improta. “Un risultato reso possibile da un grande lavoro di squadra. L’uomo in un primo momento ha cercato di negare la sua identità. Ma ormai era stato inchiodato”.

Ieri si erano presentati in caserma i due fratelli marocchini del branco, di 15 e 17 anni. Poi era stato fermato dalla squadra mobile di Rimini il terzo componente del gruppo. (Fonte ANSA)