domenica, Ottobre 25, 2020
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Pensioni di platino: ai dipendenti parlamentari il quadruplo del versato

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Lo scandaloso trattamento economico e pensionistico della casta dei dipendenti dei cosiddetti organi costituzionali ed in particolare dei dipendenti parlamentari è senza misura e senza fine.

Dopo 10 anni di dura crisi economica che ha trascinato nella povertà relativa o assoluta milioni di famiglie Italiane che non arrivano alla fine del mese, e dopo che nelle ultime settimane era venuto alla luce l’ennesima vergogna dell’attuale Parlamento Italiano con la fine della lieve riduzione triennale dei paurosi stipendi d’oro dei superprivilegiati dipendenti di Montecitorio e di Palazzo Madama, un ennesimo scandalo spunta all’orizzonte.

Dai bilanci preventivi per il 2017 della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica emergono cifre paurose: a Montecitorio quest’anno si spenderanno  oltre 283 milioni di Euro dei contribuenti per pagare le maxi pensioni dei dipendenti (che percepiranno circa 140 mila € in media a testa) mentre a Palazzo Madama quest’anno si spenderanno  circa 146 milioni di Euro dei contribuenti per pagare le maxi pensioni dei dipendenti (che percepiranno circa 150 mila € in media a testa).

Inoltre sarà utile aggiungere che a fronte di tali spese paurose i contributi versati (pagati per lo più anch’essi con i fondi dei due rami del Parlamento provenienti dalle tasche dei cittadini) ammontano ad appena un quarto delle uscite.

Cos’altro dire su questo ennesimo scandalo della casta del magna magna, tutelata dal medioevale istituto della autodichia per cui nei citati organi costituzionali – ovvero Camera, Senato, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale – i dipendenti giudicati sono gli stessi giudici di sé stessi, con le conseguenze che è facile immaginare, anch’esse a spese invariabilmente dei contrribuenti?

Resta solo da aggiornare lo slogan che nel maggio del ’68 veniva vergato a Parigi sui muri della Sorbona con la scritta “Una risata vi seppellirà”: nella triste e disgustosa Italia dei privilegiati di oggi verrebbe da scrivere “Un conato di vomito vi travolgerà”.

E tutto questo mentre le famiglie Italiane non arrivano alla fine del mese. La casta continua ad ingrassare sulle nostre spalle. Fonte: http://bilancio.camera.it/4?scheda_contenuto=11

 

                                                                                     Gianni  Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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