giovedì, Ottobre 22, 2020
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Livorno, trovato il corpo della settima vittima

Il bilancio delle vittime a Livorno sale a sette. E’ stato infatti rinvenuto il corpo di Martina Bachini, 34 anni: era in un giardino privato invaso dal fango nella zona di Antignano, non distante dal Rio Ardenza. Ieri nel torrente era stato trovato e salvato il marito, aggrappato a dei tronchi, a due chilometri dalla loro abitazione che si trova nel rione Collinaia. Si cerca ancora, invece, Gianfranco Tampucci, 67 anni.

E’ stata riaperta questa mattina anche in direzione Firenze la superstrada Firenze-Pisa-Livorno chiusa ieri a seguito degli allagamenti nella zona di Vecchiano (Pisa). Nella serata di ieri la superstrada era già stata riaperta in direzione Livorno.

 

Quattro persone, quasi una intera famiglia – due soli i superstiti – sono morti nella stessa casa, al piano terra di un palazzo signorile a due passi dal lungomare. Altre due sulla zona ai piedi della collina di Montenero. Tra i morti c’è già un eroe: un nonno che dopo aver messo in salvo la nipotina si è rituffato nell’acqua limacciosa e buia per tentare di trarre in salvo anche il nipotino di quattro anni. Sono morti entrambi e con loro il babbo e la mamma dei piccoli.

La famiglia, Simone Ramacciotti di 37 anni, la moglie Glenda Garzelli, 36, ed il piccolo Filippo con la sorellina, il nonno Roberto Ramacciotti, 65 anni, e la moglie, vivevano al piano terreno di una palazzina dei primi del Novecento in viale Nazario Sauro, tra lo stadio e l’accademia navale, nella zona residenziale dell’Ardenza: una famiglia normale e conosciuta nel quartiere dove si affacciano villette liberty, con padre e figlio che lavoravano come assicuratori a Empoli. Di loro si sono salvati solo la bambina e la nonna. Il loro appartamento è al piano terra, ma il palazzo sorge in una zona più bassa rispetto al livello stradale, circondato da un giardino che ora è un campo di fango. L’acqua ha invaso l’appartamento in un batter d’occhio, sommergendo quasi per intero le stanze. E’ stato nuotando in quella che era la loro casa che il nonno è riuscito a salvare la piccola, aiutato da un vicino, e poi ha deciso di rituffarsi per cercare anche il nipotino, ma inutilmente: nessuno è più riemerso da quel lago domestico. L’onda di acqua e detriti veniva, secondo quanto ricostruito, da poco distante, dal Rio Maggiore, un torrente ‘tombato’ da decenni e che ha la propria foce in mare ad un centinaio di metri in linea d’aria. (Fonte ANSA, foto tratta da 3B Meteo)

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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