sabato, Settembre 18, 2021
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Elezioni in Sicilia fatto locale o idiozia nazionale?

Come D’Alema ha asflatato Renzi e Alfano

La premiata ditta Renzi-Alfano dopo aver spalancato porte e finestre del Bel Paese all’autentica invasione di clandestini in atto con le sciagurate operazioni MARE NOSTRUM prima e TRITON poi, ne hanno escogitata un’altra delle loro: il gigantesco flop del centrosinistra alle elezioni siciliane prossime venture.

Il prossimo 5 novembre dopo l’apertura delle urne per la scelta del nuovo Governatore a Palazzo dei Normanni rischia di diventare la data dell’intimo di sfratto della strana coppia dai palazzi della politica: gli ultimi sondaggi, nonostante il tour elettorale di Renzi nell’isola, il ritiro della candidatura del Presidente uscente Rosario Crocetta novello figliol prodigo del PD renziano, il patto di ferro di stretto con Alfano che ha annunciato il suo appoggio al candidato della sinistra Micari, confermano lo stesso  Micari terzo con sempre maggior distacco da Nello Musumeci, candidato del centrodestra unitario e da Giancarlo Cancilleri indicato dal Movimento 5 stelle.

Il gigantesco fallimento in Sicilia del centrosinistra a trazione renziana ed alfaniana che si sta sempre più profilando nei sondaggi, suona come una campana a morto per le ambizioni di un prossimo ritorno a Palazzo Chigi da parte di Renzi e della ennesima comoda poltrona di governo da parte di Alfano, che sta andando incontro ad una autentica disfatta proprio a casa sua: infatti le ambizioni alfaniane di portare Alternativa  Popolare alle urne sicule in doppia cifra si scontrano con la dura realtà dei sondaggi che danno tale cifra meno che dimezzata dopo l’accordo con il PD e le ultime defezioni che si avvicendano.

Ed infine, autentica ciliegina sulla torta alla rovescia, il candidato renzian-alfaniano Micari si vede nelle proiezioni non solo doppiato dai candidati di testa Musumeci e Cancilleri, ma anche insidiato alle spalle da Claudio Fava, candidato di una sinistra unitaria che ha tenuto fede al proprio veto nei confronti di Alfano, così come hanno fatto la Meloni e Salvini nel campo del centrodestra.

A sostegno della candidatura di Fava per la alleanza di sinistra è sceso in campo Massimo D’Alema, politico di lungo corso e innegabile acutezza, che si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti della svolta neocentrista del PD di Renzi.

Avendo percepito che lo stesso Renzi, seguito a ruota da Alfano, avesse annusato la pessima aria che tira in Sicilia ha repentinamente tentato di derubricare la prossima consultazione come mero fatto locale, non ha perso tempo per stigmatizzare tale goffo tentativo, rimarcando come le elezioni in Sicilia rappresentino invece un gigantesco fatto politico nazionale,  e che sarebbe una idiozia sostenere il contrario.

Che D’Alema alzi in tal modo i toni, avendo annusato aria di sconfitta per il PD, e di successo per la nuova sinistra unitaria nella competizione interna allo schieramento progressista? Come diceva il divo Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca. (Foto tratta da Il Populista)

 

                                                                                                        Gianni Brandi