giovedì, Ottobre 22, 2020
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Lo ius soli non si vota: manca la maggioranza. Esultano le opposizioni

Lo ius soli non si vota: manca la maggioranza. E scompare dal calendario del Senato. Sembra così diventare sempre più improbabile che si arrivi alla sua approvazione entro la fine della legislatura.  Vista la presenza di ben 50mila emendamenti, potrebbe passare solo con il voto di fiducia. E si tratterebbe di una scelta che potrebbe far esplodere la maggioranza. Il governo ha così deciso di non rischiare di sconvolgerne i già fragilissimi equilibri prima dell’approvazione del Def, prevista per fine mese.

 

In ogni caso, secondo quanto dichiarato da Anna Finocchiaro, l’attenzione del governo “resta massima” ma al momento non ci sono le condizioni per assicurarne l’approvazione. Al contrario, qualsiasi forzatura potrebbe compromettere il percorso sulla legge di bilancio che comincerà dopo il 20 con l’approvazione del Def.

 

Esultano le opposizioni, da Forza Italia ai Cinque Stelle: “Una legge di tale peso dovrebbe andare attraverso referendum”. Di certo è passata anche la sensazione che si tratti di un argomento impopolare, visto che anche la cronaca ha gettato una luce diversa sul tutto. E di certo il Paese ha altre fondate priorità.

 

L’unica possibilità per lo ius soli di approdare di nuovo sui banchi del Senato sarebbe tra il Def e l’approdo in Aula della manovra, attesa per fine ottobre. Ma nessuno ci crede davvero. Se Matteo Renzi ha deciso di affidare la decisione sull’esito del provvedimento al premier Paolo Gentiloni, protesta Mdp che proprio oggi nel vertice con Giuliano Pisapia ha definito il ddl sulla cittadinanza una priorità.

 

“E’ una resa culturale”, denuncia il coordinatore di Art.1 Roberto Speranza, mentre esulta l’altro alleato di governo, Ap, per il quale “vince il buon senso visto che le priorità del paese sono altre”. Ma in attesa di blindare la maggioranza sul Def, non fa passi avanti neanche il ddl Richetti sui vitalizi, approvato alla Camera e da domani in commissione a Palazzo Madama. M5S chiede la calendarizzazione in Aula e denuncia “l’intenzione di affossare e insabbiare” il ddl Richetti su cui “noi non molleremo”.

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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