mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Lo ius soli non si vota: manca la maggioranza. Esultano le opposizioni

Lo ius soli non si vota: manca la maggioranza. E scompare dal calendario del Senato. Sembra così diventare sempre più improbabile che si arrivi alla sua approvazione entro la fine della legislatura.  Vista la presenza di ben 50mila emendamenti, potrebbe passare solo con il voto di fiducia. E si tratterebbe di una scelta che potrebbe far esplodere la maggioranza. Il governo ha così deciso di non rischiare di sconvolgerne i già fragilissimi equilibri prima dell’approvazione del Def, prevista per fine mese.

 

In ogni caso, secondo quanto dichiarato da Anna Finocchiaro, l’attenzione del governo “resta massima” ma al momento non ci sono le condizioni per assicurarne l’approvazione. Al contrario, qualsiasi forzatura potrebbe compromettere il percorso sulla legge di bilancio che comincerà dopo il 20 con l’approvazione del Def.

 

Esultano le opposizioni, da Forza Italia ai Cinque Stelle: “Una legge di tale peso dovrebbe andare attraverso referendum”. Di certo è passata anche la sensazione che si tratti di un argomento impopolare, visto che anche la cronaca ha gettato una luce diversa sul tutto. E di certo il Paese ha altre fondate priorità.

 

L’unica possibilità per lo ius soli di approdare di nuovo sui banchi del Senato sarebbe tra il Def e l’approdo in Aula della manovra, attesa per fine ottobre. Ma nessuno ci crede davvero. Se Matteo Renzi ha deciso di affidare la decisione sull’esito del provvedimento al premier Paolo Gentiloni, protesta Mdp che proprio oggi nel vertice con Giuliano Pisapia ha definito il ddl sulla cittadinanza una priorità.

 

“E’ una resa culturale”, denuncia il coordinatore di Art.1 Roberto Speranza, mentre esulta l’altro alleato di governo, Ap, per il quale “vince il buon senso visto che le priorità del paese sono altre”. Ma in attesa di blindare la maggioranza sul Def, non fa passi avanti neanche il ddl Richetti sui vitalizi, approvato alla Camera e da domani in commissione a Palazzo Madama. M5S chiede la calendarizzazione in Aula e denuncia “l’intenzione di affossare e insabbiare” il ddl Richetti su cui “noi non molleremo”.