giovedì, Settembre 23, 2021
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Incitamento all’odio in aumento sui social network? Parliamone

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Deve far riflettere la notizia pubblicata il 14 settembre 2017 da una nota Agenzia di Stampa dove si rileva una affermazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi che dice:

“Secondo i dati raccolti dall’osservatorio attivato presso la Presidenza del Consiglio, all’interno del Dipartimento per le pari opportunità, sono 7mila i discorsi di hate speech che vengono registrati ogni giorno, e vediamo che cambiano i soggetti vittime“, intervenendo ai lavori del convegno del Consiglio nazionale forense a Roma, su ‘Sicurezza e linguaggio dell’odio’, presso il palazzo della Cancelleria ed a cui era presente  l’On. Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati.

Conoscendo bene i social network, ed in particolare Facebook, dove oramai gli utenti sono talmente tanti da poter considerare rappresentative le indicazioni che si possono rilevare, si è cercato di capire come sia possibile e perché gli Italiani sembrerebbe, ma per fortuna non è così, stiano diventando propensi all’odio ed all’incitamento di questo sentimento.

Difficilmente gli Italiani hanno mostrato odio, intolleranza e razzismo verso connazionali o stranieri, uomini o donne, neri, gialli o bianchi, eterosessuali o omosessuali, cristiani o musulmani,  se non in una sparuta e mal rappresentata fascia di persone appartenenti ad ideologie estreme e radicate di destra e di sinistra  forse più facilmente riscontrabili in epoche passate.

E’ doveroso notare, analizzando molti profili e ciò che scrivono tanti utenti, che non si può riscontrare odio nei confronti di alcuno con radicata matrice culturale, come forse il Sottosegretario sembra intenda interpretare, ma semmai avversione verso fatti e fenomeni che quotidianamente accadono in Italia.

La difficile situazione Italiana sociale, economica, lavorativa, abitativa, sanitaria e di immigrazione, favorita ed amplificata dalla sempre pressante crisi economica, certamente favorisce lo stato di disagio che poi sfocia apparentemente in odio, per fortuna recitato ma non eseguito.

Negli ultimi anni si è assistito ad un impoverimento generale e strutturale della popolazione talmente alto che numerose associazioni come la  Caritas e la stessa ISTAT, il noto istituto di statistica, hanno più volte lanciato l’allarme alla politica che non solo non ha risposto in maniera adeguata, ma spesso ha manifestato rumorosamente la propria assenza.

E’ da qui che si innesca l’IRA dei cittadini, tradotta in ODIO da chi “forse” involontariamente  non ha saputo o non sa gestire le varie situazioni, e “forse” ha strumentalizzato certe situazioni.

Giusto per fare degli esempi, parliamo del fallimento di alcune banche, costate agli Italiani miliardi di euro: i risparmiatori hanno perduto ciò che in una vita erano riusciti ad accumulare magari per una serena vecchiaia o per i propri figli.

Tutto ciò ha generato pesanti reazioni, specie se si considera che ad una di queste banche è direttamente legato uno strettissimo parente di uno dei Ministri, e che si sarebbe parlato dello scandalo, più o meno provato, che vedrebbe coinvolto un altro strettissimo parente di un Presidente del Consiglio.

Rabbia forte nervosismo, non odio, è inoltre provocato dalla immobilità burocratica amministrativa voluta dalle forze politiche governative per la gestione del terribile terremoto del centro Italia, che ha visto migliaia di persone trascorrere un inverno al gelo, subendo ulteriori perdite di vite umane a causa del freddo. Per non parlare della consegna delle “casette” – si è dovuto aspettare un anno –  con una procedura di assegnazione a “sorteggio”  che è preferibile non commentare per non esser tacciati di istigazione all’odio, ma che indica l’assoluta inadeguatezza di chi ha la competenza di agire nella totale incompetenza di individuare i criteri di assegnazione.

Infine citiamo il fenomeno dell’ immigrazione clandestina di massa, che ha evidenziato la grande umanità degli Italiani  al contrario dei  nostri cugini EUROPEI, i quali hanno scaricato tutti i problemi e gli oneri ad i soli italiani, consentendo in pratica una vera e propria invasione che sta provocando disagi di vario tipo.

 

Ciò che ulteriormente deve far riflettere è il fatto che chi ritiene si stia incitando all’odio è proprio chi è direttamente ed indirettamente RESPONSABILE della non gestione o mala gestione dei problemi: i provvedimenti legislativi emessi sono spesso assai distanti dal volere degli Italiani ed imposti. Poi si condannano gli attacchi NON DI ODIO ma semplicemente di rabbia.

Non possono essere quindi definite di odio razziale le frasi certamente dure e condannabili rivolte ad i clandestini, ma espressione dell’esasperazione del Paese.

Si valuti quanto è a rischio la tenuta democratica del paese, non per il presunto crescente odio, ma per la crescente insofferenza del popolo, non reprimibile nonostante gli sforzi esercitati.

Nessun odio o incitamento all’ODIO quindi, ma rabbia degli Italiani che si riversa, ad ora, solo nei Social Network

Ettore Lembo