sabato, Settembre 18, 2021
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La rabbia di Ultimo: “Accuse infondate. Chiedo confronto pubblico”

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Consip, la rabbia di Ultimo: “Basta accuse infondate, chiedo un confronto pubblico”. Questo per “esercitare i diritti di difesa e informazione al cittadino”. Il colonnello dei Carabinieri Sergio de Caprio, conosciuto come il Capitano Ultimo  – ultimo perché tutti vogliono essere primi – , ora dice la sua relativamente alle illazioni lanciate nell’ambito della vicenda Consip, dicendosi assolutamente pronto ad un confronto pubblico con la finalità di fugare ogni dubbio sul caso.

De Caprio, la cui notorietà è legata alla cattura di Riina, si è successivamente dedicato alla ricerca di altri pericolosi latitanti, tra cui Provenzano in particolare, fino a quando, da comandante della sezione del ROS di Palermo col grado di maggiore, nel maggio del 2000 chiese il trasferimento ad altro incarico, in disaccordo con il vertice del ROS – relativamente all’impiego di personale provvisorio in attività d’indagine.

A seguito della richiesta avanzata, Ultimo venne assegnato, su sua scelta, al NOE, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, come vice comandante, incarico che riveste tutt’oggi. A Roma, grazie all’aiuto e all’appoggio dell’attore Raoul Bova e della Nazionale Cantanti, ha aperto una casa famiglia per il recupero e il reinserimento di minori disagiati o figli di famiglie segnate dal crimine.

La nuova presa di posizione del colonnello anticipa una settimana cruciale per l’inchiesta Consip.

Il legale di Ultimo rende noto che “vista l’escalation mediatica delle vicende legate all’indagine Consip ed alle gravissime accuse infondate rivolte al Capitano Ultimo ed ai suoi carabinieri, riteniamo doveroso renderci disponibili ad un pubblico confronto al fine di chiarire dubbi e sospetti su paventate minacce alle istituzioni democratiche ed altre azioni eversive o illecite attribuiteci da diversi parlamentari con istanze al parlamento, dal presidente del Pd, dal ministro della Difesa e in ultimo da parte del presidente del consiglio”. “Ci rendiamo disponibili – incalza l’avvocato – ad un pubblico dibattito dove poter esercitare il diritto di difesa e di informazione mediatico, a prescindere dalle altre iniziative che avranno il loro corso nelle sedi opportune”.