venerdì, Ottobre 18, 2019
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Apocalisse in Messico: 200 persone uccise dal terremoto

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In Messico la terra trema ancora e colpisce con una furia inaudita un territorio già martoriato. Edifici, scuole, cose, persone: nulla e nessuno è stato risparmiato. Una vera e propria apocalisse. Il terremoto, di magnitudo 7.1, ha colpito il Messico centrale, uccidendo più di 200 persone e abbattendo decine di edifici nella capitale, Città del Messico. Il presidente Enrique Peña Nieto ha detto che più di 20 bambini sono morti e che 30 sono dispersi dopo che una scuola è crollata. Gravi danni sono stati riscontrati anche negli Stati vicini.

Il paese è soggetto a terremoti e all’inizio di questo mese un sisma di magnitudo di 8,1 ha colpito la parte sud, provocando almeno 90 morti. Tuttavia il terremoto di ieri non sembra essere collegato a quello del 7 settembre, che era più di 30 volte più energico, secondo quanto riportato da Jonathan Amos della BBC.

L’epicentro è stato localizzato vicino a Atencingo nello stato di Puebla, a circa 120 km (75 miglia) da Città del Messico, con una profondità di 51 km, ha dichiarato il Geological Survey USA. Il sisma ha colpito alle 13:14 a ora locale (18:14 GMT) e ha mandato migliaia di residenti nelle strade. Il bilancio delle vittime è attualmente di 216, secondo quanto riferito dal coordinatore nazionale per la protezione civile:


Il presidente Peña Nieto ha detto che più di 20 bambini e due adulti sono stati trovati morti tra le macerie della scuola elementare di Enrique Rébsamen nel quartiere meridionale di Coapa, Città del Messico.
I soccorritori, aiutati da personale militare e volontari, hanno lavorato per tutta la notte alla ricerca di persone intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati.

Il Segretariato della Pubblica Istruzione del Messico (SEP) ha riferito che almeno 209 scuole sono state colpite dal terremoto, di cui 15 hanno subito gravi danni. I volontari lavoravano freneticamente per trovare sopravvissuti sotto le macerie. Circa due milioni di persone nella capitale sono rimaste senza elettricità. Scene di un’apocalisse che non poteva essere prevista e che nessuno si aspettava.

“Mia moglie è lì, non sono stato in grado di comunicare con lei”, ha detto Juan Jesus Garcia, 33, soffocando le lacrime accanto ad un edificio crollato. “Non risponde e ora ci stanno dicendo che dobbiamo spegnere i nostri telefoni cellulari perché c’è una perdita di gas”.

Lucia Mosca

 

 

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