giovedì, Dicembre 12, 2019
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I campioni del basket americano in rivolta contro Trump

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Gli strapagati e capricciosi campioni dello sport a stelle e strisce entrano in politica, ovviamente contro la Presidenza Trump e le decine di milioni di Americani che lo hanno votato.

Capofila della protesta è Steph Curry, playmaker dei Golden State Warriors campioni dell’NBA in quanto vincitori dell’ultimo campionato nazionale di basket e giocatore più pagato d’America con il suo ultimo contratto siglato a luglio di 201 milioni di dollari per 5 stagioni, cioè oltre 40 milioni l’anno e più di mille volte lo stipendio medio di un cittadino statunitense medio.

Orbene questo multimilionario ha fatto presente di non condividere le idee del Presidente Trump e di essere perciò dubbioso sulla opportunità di presenziare al tradizionale ricevimento alla Casa Bianca della squadra vincitrice dell’anello NBA.

Detto e fatto: Donald Trump non se lo fa ripetere due volte e via twitter informa mister Curry che per trarlo dalla indecisione l’invito è stato ritirato e potrà comodamente restare a casa, o per meglio dire in villa.

Apriti cielo: in soccorso del Curry maltrattato è accorso un’altra star del basket a stelle e strisce, cioè LeBron James ala dei Cleveland Cavs nonché secondo cestista più pagato in America con i suoi appena 33 milioni di dollari l’anno, che ha pensato bene di dare dello straccione sempre via twitter al Presidente Trump il quale – sia detto per inciso viene accreditato dalla rivista specializzata FORBES di un patrimonio personale di 3,5 MILIARDI di dollari, ovviamente LeBron James permettendo.

Sembra davvero di sognare: il fatto che stelle capricciose e strapagate del basket a stelle e strisce, che percepiscono stipendi multimilionari con i quali camperebbero migliaia di famiglie americani, si atteggiano a leader politici rivoluzionari permettendosi di offendere non solo il proprio Presidente ma le decino di milioni di connazionali che lo hanno votato fa accapponare la pelle.

RIGHT OR WRONG IT’S MY COUNTRY. Giusto o sbagliato è la mia Patria, suona un detto emblematico del patriottismo a stelle e strisce.

Ne avranno mai sentito parlare Steph Curry e LeBron James, che dalla loro Patria hanno ricevuto gloria e valanghe di dollari?

                                                                                     Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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