venerdì, Giugno 18, 2021
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Caos in Vaticano: Papa Francesco accusato di sette eresie

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Papa Francesco accusato di sette eresie. Subbuglio in Vaticano per una lettera di 25 pagine firmata inizialmente da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici (le firme sono arrivate ora a 62) spedita al Pontefice l’11 agosto. Un documento reso noto solo ieri a causa della mancata risposta:  “Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre”. I firmatari accusano Papa Francesco di  sette eresie per la Amoris Laetitia. Tra di loro anche Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior.

Da parte dei tradizionalisti era stata già manifestata da tempo l’intenzione di suggerire una “correzione” al Papa per le novità introdotte sul matrimonio nella Amoris Laetitia.  La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie).

Secondo i firmatari, il Papa, attraverso la sua Esortazione Apostolica Amoris Laetitia e mediante atti parole, atti e omissioni ad essa collegate, “avrebbe sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti”.

Il documento, secondo Gotti Tedeschi, “è una supplica scritta da teologi, non parla di eresie ma dice che indirettamente potrebbe facilitare eresie”.

Intanto si parla anche del caso di Libero Milone, ex revisore dei conti vaticano, che ora punta il dito sulla Santa Sede.

“Non mi sono dimesso volontariamente. Sono stato minacciato di arresto. Il capo della Gendarmeria mi ha intimidito per costringermi a firmare una lettera che avevano già pronta”. Queste le parole di Libero Milone sulle dimissioni da primo Revisore generale dei conti vaticani in una intervista rilasciata al Corriere della Sera e a Wall Street Journal, agenzia Reuters e Sky Tg24.

“Risulta purtroppo che l’Ufficio diretto dal Dott. Milone, esulando dalle sue competenze, ha incaricato illegalmente una Società esterna per svolgere attività investigative sulla vita privata di esponenti della Santa Sede. Questo, oltre a costituire un reato, ha irrimediabilmente incrinato la fiducia riposta nel Dott.Milone, il quale, messo davanti alle sue responsabilità, ha accettato liberamente di rassegnare le dimissioni”. Così la Sala stampa vaticana sulle dichiarazione dell’ex revisore dei conti vaticano Milone.

“Parlo solo ora  – spiega Milone – perché volevo vedere cosa sarebbe successo dopo le mie dimissioni del 19 giugno”. “In questi tre mesi dal Vaticano sono filtrate notizie offensive per la mia reputazione e la mia professionalità. Non potevo più permettere che un piccolo gruppo di potere esponesse la mia persona per i suoi loschi giochi. Mi spiace molto per il Papa. Con lui ho avuto un rapporto splendido, indescrivibile, ma nell’ultimo anno e mezzo mi hanno impedito di vederlo. Evidentemente non volevano che gli riferissi alcune cose che avevo visto. Volevo fare del bene alla Chiesa, riformarla come mi era stato chiesto. Non me l’hanno consentito”.
Circa il suo silenzio finora, “esisteva un patto di reciproca riservatezza che qualcuno in Vaticano ha violato – dice ancora Milone -. Il Papa mi aveva chiesto di promuovere la trasparenza, e ho cercato di farlo per rispettare la volontà dei fedeli e dei donatori. Ma ho deciso di rimediare almeno a tutte le cose a vanvera fatte uscire sul mio conto”.

Redazione
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