martedì, Novembre 30, 2021
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SISMA, SMS SOLIDALI: CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI?

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Sms solidali: noi l’avevamo detto. Donazioni invischiate nella rete della burocrazia; ingannevole lo “spot” iniziale per lanciare la raccolta. Gli italiani sono intervenuti per dare sollievo alle popolazioni colpite dal terremoto, ma di questi soldi, ben 33 milioni, stando alle dichiarazioni dei sindaci di Arquata del Tronto ed Amatrice, “non si è visto un euro”.

Dura la replica della Protezione civile: “Nulla è sparito, donazioni nella contabilità del Commissario straordinario”. Nel mentre la Procura di Rieti ha aperto un fascicolo. E ci sono accertamenti anche da parte della Procura di Ascoli Piceno. Una cosa è certa: le donazioni degli italiani si sono perse nei rivoli della burocrazia e tra interventi decisi da una commissione di cosiddetti “saggi”: eliporti, piste ciclabili, aree commerciali e persino una grotta all’interno delle terme. E ci sono zone, come Cittareale, ancora abbandonate a se stesse.

Ora è il caso di fare il punto. A seguito del sisma del 24 agosto 2016 è stato istituito il numero solidale 45500, con la finalità (questa la comunicazione ufficiale pervenuta agli italiani) di raccogliere fondi “in favore delle popolazioni colpite dal sisma”. Il Dipartimento della Protezione Civile ha aperto un conto corrente bancario, presso Monte dei Paschi di Siena, per raccogliere donazioni in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 e da quelli successivi del 26 e del 30 ottobre 2016. Il comunicato della Protezione Civile precisava che le donazioni raccolte via sms “sarebbero servite per supportare la ricostruzione dei territori colpiti”.

Tuttavia il d.l. 189/2016 parla di superamento della fase emergenziale e non solo di ricostruzione post-terremoto. In ogni caso gli italiani si sono sentiti traditi.

Insorge la deputata del MoVimento 5 Stelle Laura Castelli: “Il MoVimento 5 Stelle è stata la prima forza politica a sollevare, a inizio 2017, il caso sull’utilizzo degli Sms solidali per le popolazioni colpite dal terremoto. E dopo aver condannato il colpevole ritardo sull’utilizzo di queste donazioni, abbiamo aspramente criticato l’uso che in alcuni casi ne è stato fatto.

Ora che la Procura di Rieti ha aperto un fascicolo auspichiamo che si faccia definitivamente chiarezza. Sembra incredibile ma bisogna ribadire ancora una volta che quelle donazioni devono andare in primis alle zone più colpite dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia. Chi, come i cittadini dei comuni di Amatrice e Arquata del Tronto, ha sofferto di più e ha subito maggiormente le conseguenze del sisma deve ricevere anche queste risorse. Casi come quello del progetto da milioni di euro per la pista ciclabile che avrebbe dovuto raggiungere la costa delle Marche non vogliamo più vederne”.