domenica, 15 Dicembre, 2019
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Figlio sottratto, la protesta di Andrea Cavalcanti: “Non c’è giustizia”

Andrea Cavalcanti continua a lottare. Dopo 11 anni, da quando la ex portò con sé il bambino in Slovacchia, non è riuscito più ad essere padre. Da allora ha avuto inizio un’odissea senza fine, fatta di udienze in tribunale e di lunghissime attese.

La storia tra i due ha inizio nel 2002 a Bratislava. Si sono frequentati e dopo un po’ sposati: la cerimonia nel 2003 e nel 2005 nasce il bambino. Poco dopo le prime difficoltà nel rapporto. La donna torna in Slovacchia e porta con sé il figlioletto. “Doveva stare fuori  – racconta Cavalcanti – solo per un breve periodo. Invece, a mia insaputa, prima di andarsene mi ha denunciato ai carabinieri. Ho provato un dolore enorme. Ogni giorno mi sono chiesto perché fosse successo proprio a me”. L’ex di cavalcanti ad oggi risulta aver perso in tribunale sia in Italia sia in Slovacchia: è stata condannata a 31 mesi di reclusione, le è stata addebitata la separazione, ha perso la patria potestà e tutti i tribunali, sia italiani sia slovacchi, le hanno imposto di far rientrare in Italia il bambino, ma nulla di tutto questo è accaduto”.

A livello istituzionale, nessuno si è mosso e nessuno sembra avere l’intenzione di farlo. Esistono scambi di mail ufficiali in cui addirittura Cavalcanti, che vuole solo riavere con sé suo figlio, ottiene risposte poco riguardose. L’immobilismo delle istituzioni coinvolte è un esempio emblematico di come la sofferenza del popolo italiano e l’applicazione di leggi e sentenze quando richiedono uno sforzo reale nel fare giustizia e quindi un impegno serio vengono totalmente ignorate e disattese.

L’ultima volta che Andrea ha potuto vedere il bambino, ormai quasi adolescente, è stato nel 2011 e solo per un’ora e mezzo. Sulla base delle ultime risultanze sembrerebbe che il ragazzino non sappia che cosa significhi avere un padre. Andrea Cavalcanti spera che prima o poi giustizia sarà fatta e che potrà riconquistare l’amore di suo figlio. Ma sono le istituzioni che devono muoversi in tal senso soprattutto alla luce del fatto che si tratta solo dell’applicazione di dispositivi di legge.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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