domenica, Ottobre 25, 2020
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Sottrazione minori, proposta modifica della convenzione dell’AJA

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È stata proposta in questi giorni alla commissione europea, dall’avvocato internazionale Franco Luciano Arona, la modifica della convenzione dell’AJA del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

L’avvocato ha sottolineato l’evidente difficoltà e disparità processuale del genitore a cui viene sottratto il figlio, che “paga due volte il conto”: prima si trova a subire il danno umano, personale ed affettivo e poi si trova di fronte a sentenze che non vengono né rispettate né eseguite.

Il genitore al quale viene sottratto il figlio viene catapultato improvvisamente dalla quotidianità ad un calvario sia giudiziario che affettivo. Questo, inoltre, comporta al malcapitato l’esborso di ingenti somme di denaro, che vengono investite senza la minima certezza di riabbracciare un giorno il minore sottratto all’estero. A tutto ciò si aggiunge la quasi totale assenza delle istituzioni, che lasciano il genitore nell’assoluta solitudine. Quest’ultimo si trova improvvisamente senza la sua famiglia e da ciò derivano anche un vuoto affettivo ed uno sconforto sentimentale.

Nell’immediatezza dell’evento, pena la decadenza dopo 360 giorni, si aggiunge l’obbligo della ricerca all’estero del minore sottratto e l’inizio del processo con l’autorità Giudiziale o Amministrativa straniera, spesso dovendo assumere iniziative processuali nel proprio paese e all’estero. Per di più tali attività legali molte volte vengono seguite da avvocati non propriamente esperti della materia o da pseudo-associazioni che, con l’intento di svuotare le tasche al genitore disperato, promettono servizi inesistenti.

La modifica dell’articolo 12 comma 1 e dell’articolo 13 della Convenzione dell’AJA alleggerirebbe molto la gravosa situazione del genitore vittima e funzionerebbe anche da deterrente nei confronti del genitore fuggitivo-sottrattore.

Ad oggi l’iter obbliga il genitore del minore illecitamente sottratto a rivolgersi all’autorità straniera dove si trova il minore. Ma dall’applicazione dei precedenti articoli emerge un netto controsenso.

Con l’escamotage dell’articolo 13 parte “b”, il genitore a cui viene ordinata la restituzione del minore illecitamente sottratto ha la possibilità di rifiutarsi presentando una dichiarazione fornita da un qualunque assistente sociale d’ufficio che dichiari il rimpatrio “lesivo” per il minore. Tanto basta a rendere vani anni di dure battaglie, investimenti di somme ingenti e tutte le difficoltà collegate al doversi rivolgere ad autorità straniere.

Per questo motivo l’avvocato Arona ha richiesto l’abrogazione definitiva di questa norma, dato che solamente nei casi più esemplari si ottiene un ordine di rimpatrio, che raramente viene poi effettuato.

La modifica del primo comma dell’articolo 12 riguarda, invece, una parte di testo che recita: il genitore del minore sottratto è obbligato a presentare “l’istanza presso l’autorità giudiziaria o amministrativa dello Stato contraente dove si trova il minore”. Qui è semplicemente la parola “trova” a svantaggiare clamorosamente il genitore vittima, aprendo gli scenari precedentemente approfonditi. Basterebbe mutare il termine in “trovava” per rendere possibile al coniuge di interfacciarsi con l’Autorità del luogo dove il minore aveva per ultimo la dimora abituale, delegando così alle istituzioni del proprio Stato la trattativa estera. Tutto ciò, inoltre, servirebbe da deterrente per quel genitore che sottrae illecitamente il minore.

Per qualunque Paese contraente e sottoscrittore della Convenzione dell’AJA del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione dei minori, quindi, il genitore vittima, senza distinzioni di nazionalità, sesso e ceto sociale, con tali modifiche sarebbe maggiormente tutelato.

Lorenzo Pallotta

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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