lunedì, Novembre 29, 2021
Home > Mondo > SPORT E POLITICA: LA STORIA DI PAT TILLMAN

SPORT E POLITICA: LA STORIA DI PAT TILLMAN

 

Ancora una volta gli strapagati e capricciosi campioni dello sport a stelle e strisce ci fanno arrossire per la vergogna: entrano in politica, ovviamente contro la Presidenza Trump e le decine di milioni di Americani che lo hanno votato, pontificano, si atteggiano a rivoluzionari e ci fanno sempre più rimpiangere gli UOMINI come Pat Tillman, difensore degli Arizona Cardinals che dopo la strage delle Twin Towers nel 2001 rifiutò un contratto da 9 milioni di dollari con i St. Louis Rams per andare a combattere e morire in Afghanistan.

Fa riflettere il fatto che il capofila della rivolta anti-Trump sia Steph Curry, playmaker dei Golden State Warriors e giocatore più pagato d’America con il suo ultimo contratto siglato a luglio di 201 milioni di dollari per 5 stagioni, cioè oltre 40 milioni l’anno e più di mille volte lo stipendio medio di un cittadino statunitense che con il proprio lavoro debba mantenere la propria famiglia.

Orbene questo rivoluzionario a 8 zeri ha fatto presente di non condividere le idee del Presidente Trump e di essere perciò dubbioso sulla opportunità di presenziare al tradizionale ricevimento alla Casa Bianca della squadra vincitrice dell’anello NBA.

Detto e fatto: Donald Trump non se lo è fatto ripetere due volte e via twitter ha informa mister Curry che per trarlo dalla indecisione l’invito è stato ritirato e potrà comodamente restare a casa, o per meglio dire in villa.

Ma a tal punto in soccorso del Curry maltrattato è accorso un’altra star del basket a stelle e strisce, cioè LeBron James ala dei Cleveland Cavs nonché secondo cestista più pagato in America con i suoi appena 33 milioni di dollari l’anno, che ha pensato bene di dare dello straccione sempre via twitter al Presidente Trump eletto dal popolo Americano.

Il fatto che stelle capricciose e strapagate del basket a stelle e strisce, che percepiscono stipendi multimilionari con i quali camperebbero migliaia di famiglie americani, si atteggiano a leader politici rivoluzionari permettendosi di offendere non solo il proprio Presidente ma le decino di milioni di connazionali che lo hanno votato fa accapponare la pelle e salire il sangue al viso per la vergogna.

RIGHT OR WRONG IT’S MY COUNTRY. Giusto o sbagliato è la mia Patria, suona un detto emblematico del patriottismo a stelle e strisce, di quel patriottismo che 16 anni fa spinse Pat Tillman a dire di no ai milioni di dollari offertigli dal mondo dorato del football americano per accorrere in difesa del proprio Paese colpito dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York ed andare a morire in Afghanistan.

Ne avranno mai sentito parlare i rivoluzionari e multimilionari Steph Curry e LeBron James, che dalla loro Patria hanno ricevuto gloria e valanghe di dollari?

                                                                                     Il Conte Rosso