lunedì, Ottobre 26, 2020
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Ahmed Hanaci viveva in Italia: basta con l’accoglienza a tutti i costi

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“…quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?”

Platone “La Repubblica” – Atene, 370 A.C.

Ci risiamo: Ahmed Hanaci, il terrorista islamista che a Marsiglia al grido “Allah Akbar” ha ucciso a coltellate Laura e Mauranne due ragazze di 20 e 21 anni di null’altro colpevoli se non di trovarsi al momento sbagliato alla stazione ferroviaria cittadino aveva vissuto per anni qui in Italia, ad Aprilia.

Hanaci era arrivato in Italia nel 2006 proveniente da Biserta nel nord della Tunisia di Bizerte, 30 anni, ed aveva piccoli precedenti per spaccio e furtarelli.

Vivendo di espedienti, aveva poi conosciuto e sposato una italiana nel 2008, da cui si era poi separato nel 2014.

Si era poi trasferito nel Sud della Francia, dove si era poi radicalizzato avvicinandosi agli ambienti del fondamentalismo islamico, ed era poi andato incontro

ad un terribile destino uccidendo a sangue freddo due giovani ragazze innocenti nel nome di un fondamentalismo fanatico e visionario.

E chiaramente oggi ci troviamo ad interrogarci e ad indagare sulla permanenza di Ahmed Hanaci ad Aprilia e sugli eventuali appoggi e complicità di cui avesse potuto disporre qui in Italia.

Ed un interrogativo sorge spontaneo: è questa l’accoglienza umanitaria dei profughi e dei perseguitati da perseguire e di cui la sinistra buonista va predicando da anni?

Abbiamo fatto bene ad accogliere Hanaci qui in Italia per anni, o forse se non lo avessimo consentito Laura e Mauranne non sarebbero state sgozzate nel nome dell’ISIS e sarebbero oggi vive e libere di proseguire la loro esistenza di giovani ragazze e studentesse che si stavano affacciando alla vita e che sono state drammaticamente strappate all’affetto delle loro famiglie?

         Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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