venerdì, Ottobre 22, 2021
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IN SICILIA MUSUMECI in TESTA MENTRE il CENTROSINISTRA ARRANCA

 

Ad un mese dalla apertura delle urne per le prossime elezioni regionali siciliane di domenica 5 novembre gli ultimi sondaggi confermano l’ampio vantaggio accumulato dal candidato del centrodestra unitario Nello Musumeci, seguito dal candidato del Movimento 5 stelle Giancarlo Cancilleri.

Staccati seguirebbero il rettore Micari candidato dell’arrancante centrosinistra renzian-alfaniano e Claudio Fava, espressione della sinistra unitaria.

E già il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, fiutando aria di sconfitta per la sinistra isolana invita Renzi ad una pausa di riflessione: d’altronde il testa a testa che si profila per il terzo posto con la sinistra dalemiana fotografa bene l’affanno della campagna elettorale svolta in tandem con Alfano.

Certo la sconfitta che si viene profilando preoccupa alquanto lo schieramento renziano, soprattutto in considerazione della grande importanza che da sempre le vicende siciliane hanno rivestito per la politica Italiana, dai tempi del 61 a 0 dei tempi del Berlusconi all’apice del suo successo in avanti.

Anche in vista delle elezioni nazionali della prossima primavera il risultato siciliano preoccupa il centrosinistra, in considerazione del fatto che il consenso di Nello Musumeci potrebbe risultare addirittura superiore al previsto in considerazione dell’avvenuto ritiro della candidatura da parte di Vittorio Sgarbi – appoggiato anche dall’ex ministro berlusconiano delle Finanze di Giulio Tremonti – che ha raggiunto un accordo con Musumeci stesso ed ha chiesto ai propri elettori di appoggiare la candidatura unitaria del centrodestra.

Il clamoroso flop in Sicilia del centrosinistra a trazione renzian-alfaniana che si sta sempre più profilando nei sondaggi, suona come una campana a morto per le ambizioni di un prossimo ritorno a Palazzo Chigi da parte di Renzi e della ennesima comoda poltrona di governo da parte di Alfano, che sta andando incontro ad una autentica disfatta proprio a casa sua: infatti le ambizioni alfaniane di portare Alternativa Popolare alle urne sicule in doppia cifra si scontrano con la dura realtà dei sondaggi che danno tale cifra ridotta a un terzo dopo l’accordo con il PD e le ultime defezioni ed uscite dal partito che si avvicendano.

E si conferma che D’Alema aveva visto giusto alzando i toni dello scontro, avendo annusato aria di sconfitta per il PD, e di un ottimo risultato per la nuova sinistra unitaria nella competizione interna allo schieramento progressista. Ed appare quindi ampiamento confermato che dalla Sicilia si leva un vento di tempesta che presto soffierà sui palazzi romani della politica nazionale.

Gianni Brandi