sabato, Ottobre 24, 2020
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Catalogna, è caos: vietata la riunione del Parlamento per l’indipendenza

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Nelle ultime ore la caotica situazione in Catalogna va sempre più infilandosi in un vicolo cieco. La preannunciata dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Parlamento catalano è stata bloccata dalla decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo che ha vietato la convocazione dell’organo parlamentare di Barcellona.

E d’altronde si stenta a comprendere la strategia dei secessionisti catalani, guidati da Carles Puigdemont: nonostante gli appelli a rispettare la legalità costituzionale giunti dal primo ministro Mariano Rajoy e dal Re di Spagna Filippo VI gli indipendentisti non intendono ragioni e procedono verso una rottura istituzionale totale, pur fra vaghe richieste di impossibili mediazioni internazionali ed appelli all’intervento della Chiesa cattolica.

Ma a questo punto Puigdemont ed i suoi seguaci vanno definitivamente posti di fronte alle proprie gravi responsabilità, che non possono essere nascoste gridando al Franchismo a al Fascismo, o denunciando fantomatiche occupazioni militari da parte di Madrid.

Al contrario la democrazia si fonda sul rispetto delle leggi e delle regole che in questo caso sono chiarissime ed inequivocabili: la Costituzione in Spagna non ammette la secessione, e la stessa Unione Europea ha ammonito Barcellona sulla inevitabile esclusione dall’Europa di una ipotetica Catalogna indipendente.

Ed anche dal mondo economico e finanziario catalano giungono segnali assai eloquenti sulla preoccupazione generata dall’ipotesi di secessione: i maggiori istituti bancari Catalani si stanno affrettando a spostare le proprie sedi legali a Madrid per evitare problemi e difficoltà.

Pertanto la situazione appare chiarissima e lampante: se Puigdemont e gli indipendentisti vogliono procedere verso la secessione debbono sapere che la legge non lo consente, e quindi si cadrebbe nella illegalità a nulla valendo le lamentele sulla libertà violata, sull’autoritarismo di Madrid e simili amenità. E a tale riguardo bisognerebbe ascoltare anche le ragioni di quel 60% di cittadini Catalani che non hanno votato per staccarsi dal resto della Spagna.

Se si vuole la secessione da Madrid occorre una rottura istituzionale, e bisognerà assumersene la responsabilità. Tutto qui.

Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Catalogna, è caos: vietata la riunione del Parlamento per l’indipendenza

  1. Io sono per l’unione e per affrontare e capire insieme, ma per me la secessione è figlia del divorzio. Oggi e da un pò di tempo chi non va d’accordo si divide. Vedi per esempio il PD. Il mio non è un ragionamento stupido, per me dalla famiglia nasce tutto. Si è lottato tanto per il divorzio ora prendiamone le conseguenze.

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