martedì, 25 Febbraio, 2020
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Catalogna, è caos: vietata la riunione del Parlamento per l’indipendenza

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Nelle ultime ore la caotica situazione in Catalogna va sempre più infilandosi in un vicolo cieco. La preannunciata dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del Parlamento catalano è stata bloccata dalla decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo che ha vietato la convocazione dell’organo parlamentare di Barcellona.

E d’altronde si stenta a comprendere la strategia dei secessionisti catalani, guidati da Carles Puigdemont: nonostante gli appelli a rispettare la legalità costituzionale giunti dal primo ministro Mariano Rajoy e dal Re di Spagna Filippo VI gli indipendentisti non intendono ragioni e procedono verso una rottura istituzionale totale, pur fra vaghe richieste di impossibili mediazioni internazionali ed appelli all’intervento della Chiesa cattolica.

Ma a questo punto Puigdemont ed i suoi seguaci vanno definitivamente posti di fronte alle proprie gravi responsabilità, che non possono essere nascoste gridando al Franchismo a al Fascismo, o denunciando fantomatiche occupazioni militari da parte di Madrid.

Al contrario la democrazia si fonda sul rispetto delle leggi e delle regole che in questo caso sono chiarissime ed inequivocabili: la Costituzione in Spagna non ammette la secessione, e la stessa Unione Europea ha ammonito Barcellona sulla inevitabile esclusione dall’Europa di una ipotetica Catalogna indipendente.

Ed anche dal mondo economico e finanziario catalano giungono segnali assai eloquenti sulla preoccupazione generata dall’ipotesi di secessione: i maggiori istituti bancari Catalani si stanno affrettando a spostare le proprie sedi legali a Madrid per evitare problemi e difficoltà.

Pertanto la situazione appare chiarissima e lampante: se Puigdemont e gli indipendentisti vogliono procedere verso la secessione debbono sapere che la legge non lo consente, e quindi si cadrebbe nella illegalità a nulla valendo le lamentele sulla libertà violata, sull’autoritarismo di Madrid e simili amenità. E a tale riguardo bisognerebbe ascoltare anche le ragioni di quel 60% di cittadini Catalani che non hanno votato per staccarsi dal resto della Spagna.

Se si vuole la secessione da Madrid occorre una rottura istituzionale, e bisognerà assumersene la responsabilità. Tutto qui.

Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

One thought on “Catalogna, è caos: vietata la riunione del Parlamento per l’indipendenza

  1. Io sono per l’unione e per affrontare e capire insieme, ma per me la secessione è figlia del divorzio. Oggi e da un pò di tempo chi non va d’accordo si divide. Vedi per esempio il PD. Il mio non è un ragionamento stupido, per me dalla famiglia nasce tutto. Si è lottato tanto per il divorzio ora prendiamone le conseguenze.

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