martedì, Ottobre 20, 2020
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Scandalo Battisti: L’Italia deve richiamare il nostro ambasciatore dal Brasile

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Dopo l’incredibile, ennesimo rilascio da parte della magistratura brasiliana del pluriassassino Cesare Battisti, che deve ancora scontare 2 ergastoli nel nostro Paese per i 4 omicidi commessi e rimasti tuttora impuni ti, viene da vomitare.

L’ennesima disgustosa protezione garantita dal Brasile ad un criminale sanguinoso che si vorrebbe far passare per perseguitato politico è assolutamente inaccettabile, e non può rimanere senza una dura risposta da parte del Governo italiano.

Che Gentiloni, ennesimo primo ministro non eletto dagli Italiani degli ultimi 6 anni, raddrizzi la schiena ed abbia un sussulto di dignità nazionale, richiamando immediatamente per consultazione l’ambasciatore Italiano dal Brasile, rifiutandone il ritorno nel Paese Sudamericano prima che ci venga restituito Battisti, per dare finalmente giustizia alle vittime di un assassino sanguinario.

Deve finire la vergognosa protezione garantita all’ex terrorista in Sudamerica prima dall’inqualificabile presidente brasiliano Lula – accolto da Renzi a Roma come un eroe – e poi dalla sua degna erede Dilma Rousseff, entrambi inquisiti per corruzione in Brasile per lo scandalo PETROBRAS .

Spacciare un criminale come Battisti per perseguitato politico, considerando l’Italia un Paese incivile e privo di uno stato di diritto alla stregua di una qualsiasi repubblica delle banane, da parte poi di personaggi alla Lula o alla Rousseff che di fronte alla civiltà giuridica del nostro Paese dovrebbero semplicemente arrossire dalla vergogna, non può più essere accettato, la pazienza ha un limite.

Ed ancor più fanno vergognare certi pseudo Italiani come la top model ed ex premiere dame Carla Bruni che idolatrano uno squallido criminale come Battisti, camuffandolo ad arte come eroe della rivoluzione proletaria.

La squallida farsa messa in scena per l’ennesima volta nel Paese Sudamericano deve essere respinta al mittente: l’onore nazionale dell’Italia e la giustizia dovuta ai familiari delle vittime innocenti barbaramente trucidate da un criminale sanguinario come Cesare Battisti non possono più essere calpestati.

Si richiami immediatamente a Roma il nostro ambasciatore in Brasile, fino a quando Battisti non verrà estradato per espiare nel nostro Paese i delitti commessi: dopo 40 anni di latitanza dorata la giustizia dovuta alle vittime non può attendere oltre.

Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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