giovedì, Ottobre 22, 2020
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Nina Kuluz condannata a 3 anni e 4 mesi: il bambino torna in Italia

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Dopo anni tra fughe e contestazioni, si chiude anche per la giustizia italiana il capitolo riguardante Nina Kuluz, sotto processo a Torino per sottrazione di minore e condannata questa mattina a tre anni e quattro mesi e ad un risarcimento di 50mila euro al padre del bambino, Alessandro Avenati.  Il giudice ha ritenuto di aumentare la pena rispetto a quanto richiesto dal pm e di decretare per la donna la sospensione della potestà genitoriale. Come anticipato da la-notizia.net, il bambino dovrebbe ora fare rientro in Italia entro il mese di novembre. Anche i tribunali croati non hanno mai ravvisato alcun motivo per cui il bambino, che attualmente vive in Croazia pur avendo passaporto italiano, non debba tornare a vivere con il padre.

Tra l’altro risulta residente a Moncalieri. Una dramma, questo, che si consuma da anni. Era stato fissato per il 27 giugno l’incontro nell’ambito del quale Alessandro Avenati avrebbe dovuto ricongiungersi con suo figlio, che gli è già stato da tempo affidato. La cosa non ha avuto seguito a causa dell’assenza dell’interprete e dello psicologo. Ma la cosa aberrante è che non era stata fissata alcuna data successiva. Alla presenza di tutte le autorità preposte, l’incontro si era risolto quindi con un nulla di fatto. Ma senza che venissero presi provvedimenti di alcun tipo. Alessandro Avenati si era così visto costretto a rimettersi in attesa, senza sapere quando e come avrebbe avuto la possibilità di veder rispettata la legge e di riavere con sé quindi suo figlio, che ha già passaporto italiano, per il quale aveva già pagato il biglietto aereo per il ritorno.

Ora, dopo che la Kuluz ha perso in Croazia anche l’ultimo ricorso, ed è stata condannata anche in Italia, il rientro del figlio in Italia attende solo la definitiva esecuzione. Avenati ha in più occasioni dichiarato di essere disposto anche a trovare un alloggio ed un lavoro in Italia alla sua ex pur di fare il bene del bambino.

Il 9 aprile 2011 Avenati denunciò alla Stazione Carabinieri di Moncalieri (To) la sottrazione del minore da parte della madre che, secondo le sue informazioni, aveva fatto ritorno nella città di Spalato. Immediatamente vennero attivate le rispettive autorità giudiziarie e i canali diplomatico-consolari per il rintraccio della donna e del piccolo. In questi anni però, aiutata dai familiari, Nina Kuluz riuscì a nascondersi insieme al figlio, spostandosi frequentemente tra la Bosnia e la Croazia.

Lucia Mosca

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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