martedì, Ottobre 27, 2020
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Il tallio uccide anche Maria Gioia Pittana

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Un’intera famiglia avvelenata dal tallio: morta anche Maria Gioia Pittana, 87 anni, moglie di Giovanni Battista, deceduto a poche ore di distanza dalla figlia Patrizia all’inizio del mese.  Doveva essere un soggiorno di piacere e invece si è trasformato in un incubo. Erano tornati a Varmo, loro paese d’origine, nella cascina di campagna con annesso fienile.

Giovedì 28 settembre, al rientro da Varmo (Udine), Patrizia Del Zotto, 62 anni, era stata ricoverata all’ospedale di Desio per forti malesseri. La donna, residente a Nova Milanese, era già stata in ospedale alcuni giorni prima ma era stata subito dimessa. A poche ore dal nuovo ricovero, tuttavia, è andata via, via peggiorando fino ad entrare in coma. Nella notte fra domenica 1 e lunedì 2 ottobre, è quindi deceduta nel reparto di rianimazione.

Poche ore dopo, è stato ricoverato in ospedale anche il padre, il 94enne Giovanni Battista Del Zotto: è morto nel pomeriggio, mentre sua moglie cominciava a presentare gli stessi sintomi da avvelenamento. Il tallio è un metallo pesante ed altamente tossico, presente in alcuni pesticidi e topicidi. Scagionati  i piccioni, i cui escrementi sembrava potessero aver intossicato l’aria del fienile. Ma sulle cause della tragedia è ancora nebbia fitta. La famiglia era molto nota a Nova Milanese. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Desio e di Udine che stanno letteralmente passando al setaccio la cascina di Santa Marizza, frazione di Varmo.

Analisi si stanno svolgendo sui cibi e sugli alimenti conservati in casa.  Scagionata anche l’acqua del pozzo artesiano. Si attendono ancora gli esiti delle analisi di laboratorio sui campioni di topicida e altro materiale prelevato nell’abitazione.  Nessuno ha ancora avanzato ipotesi sul fatto che possa trattarsi anche di un’azione dolosa, ovvero di un avvelenamento intenzionale. Cosa che però, allo stato, non sembrerebbe essere stata ufficialmente esclusa: semplicemente non se ne è parlato.

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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