sabato, Maggio 15, 2021
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Dalla fiera di Rho all’Eliseo di Roma: per il PD 10 anni di occasioni sprecate

< img src="https://www.la-notizia.net/10-anni.jpg" alt="10 anni"

Dalle elezioni costituenti del Partito Democratico del 14 ottobre 2007 note per le celebri foto degli amministratori delegati delle maggiori banche italiane in fila (ammesso che ciò costituisca un bene) per avere la tessera del nuovo partito all’insediamento dell’Assemblea Costituente il successivo 27 ottobre alla Fiera di Rho sotto la presidenza di Romano Prodi – oggi assente alle celebrazioni ufficiali –  sono trascorsi 10 anni pieni più di ombre che non di luci, e siamo giunti alla manifestazione odierna in salsa renziana al Teatro Eliseo di Roma.

Il fatto che la maggioranza dei 45 componenti del Comitato promotore per il Partito democratico di allora non facciano più parte del partito stesso e che i più prestigiosi esponenti politici provenienti dai Democratici di Sinistra, spina dorsale per la costituzione del PD se ne siano andati nella nuova formazione di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista la dice lunga sulle gravi difficoltà attraversate dal partito in questi 10 anni, soprattutto dopo la stagione delle rottamazioni ed autorottamazioni renziane ultimamente approdate alla mirabolante strategia dell’alleanza con Alfano e Verdini.

Lo stesso Renzi, sedicente candidato premier del PD per statuto in assenza di primarie, oggi ha pensato bene in occasione delle celebrazioni per il decennale al Teatro Eliseo di Roma di rivendicare i meriti del partito per scongiurare in Italia la stessa irrilevanza della sinistra (ma quale verrebbe da dire?) che si manifesterebbe oggi in Germania, Gran Bretagna, Spagna e Francia.

A tale riguardo consiglieremmo maggiore prudenza laddove appena si consideri che in Inghilterra i laburisti hanno ottenuto il 40% dei voti alle ultime elezioni contendendo fino all’ultimo la vittoria ai conservatori di Theresa May oggi più che mai precaria a Downing Street, che in Germania e Spagna le sinistre nel loro complesso raggiungono comunque quasi il 50% dei seggi parlamentari, costringendo i governi moderati a coalizioni assai traballanti e che infine in Francia il presidente Macron vada considerato comunque di sinistra essendo un ex ministro del governo socialista di Hollande.

E soprattutto consiglieremmo maggiore prudenza in tema di irrilevanza elettorale in attesa dei risultati delle elezioni siciliane di inizio novembre dove il PD a trazione alfaniana sembra destinato alla sconfitta con percentuali tutt’altro che entusiasmanti.

D’altronde la scissione del Movimento Democratico Progressista di Bersani, D’Alema e Speranza frettolosamente liquidata da Renzi come derivante da fatti personali appare invece assai pericolosa per il PD proprio in Sicilia, dove la candidatura di Claudio Fava con l’appoggio di Sinistra Italiana promette di incalzare quella del PD in quanto a consensi.

Ed anche il novello salvatore della Patria renziana Giuliano Pisapia ha rapidamente raffreddato i propri entusiasmi dopo l’approvazione della nuova legge elettorale meglio conosciuta come “Rosatellum bis” al contrario dell’approvazione manifestata dal suo braccio destro Tabacci in una giostra impazzita della vecchia politica, mentre il PD renziano esulta per la nuova legge escogitata per accontentare i propri alleati Alfano e Verdini. Ecco 10 anni di storia

  “O TEMPORA, O MORES” verrebbe da dire rammentando il grande Cicerone.

Gianni Brandi    

 

                                                                        

 

                                                                                                     

Redazione
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