domenica, Ottobre 25, 2020
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L’Austria di Heinz Christian Strache: l’FPO seconda detta l’agenda politica

< img src="https://www.la-notizia.net/Heinz-Christian-Strache.jpg" alt="Heinz Christian Strache"

Avevamo visto giusto sabato 14 ottobre nel prevedere che alle elezioni politiche in Austria tenutesi il giorno dopo – che avrebbero comunque visto al primo posto l’enfant prodige dei Popolari, il 31enne Sebastian Kurz che ha ottenuto il 31,4% dei voti – il vero vincitore sarebbe stato Heinz Christian Strache, leader del liberalnazionalisti che nonostante la concorrenza del proprio clone Kurz ha raggiunto il massimo storico del partito con oltre un milione e 170 mila voti ed il 27,4% dei suffragi davanti al 26,7% dei socialdemocratici, superando anche l’exploit con cui Joerg Haider nel 1999 portò l’FPO al secondo posto ma allora davanti ai popolari per una manciata di poche decine di voti.

Nonostante l’abile campagna elettorale con cui Kurz intendeva tagliare la strada alla politica nazionalista di Strache adottandone principi e metodi sotto la bandiera del partito popolare, testimoniata dalla mossa in extremis con cui il Governo uscente del Paese alpino aveva ripristinato due giorni fa al valico del Brennero un posto di controllo ferroviario anti-migranti in barba ai sempre meno popolari accordi di Schengen, Strache ha difeso con tenacia le proprie proposte patriottiche ed anti-immigrazione clandestina, risalendo nei sondaggi degli ultimi giorni ed arrivando  nelle urne ad una incollatura dalla propria fotocopia Kurz, a cui ha comunque sottratto la bandiera della difesa dell’identità cristiana dell’Austria contro il pericolo di islamizzazione del Paese.

E d’altronde in tutta Europa le politiche di sicurezza nazionale volute dai movimenti di destra si stanno imponendo ovunque, se addirittura anche il governo tedesco filo-migranti – ancora alle prese con gli affannosi tentativi di Frau Merkel di trovare una maggioranza al Bundestag – intende disapplicare anch’esso i fallimentari accordi di Schengen istituendo a propria volta un check-point a Mittenwald ai confini meridionali con l’Austria per bloccare l’ingresso di eventuali clandestini che fossero riusciti a filtrare provenienti dall’Italia.

La controversa mossa del blocco anti-clandestini al Brennero decisa la settimana scorsa da Vienna senza nemmeno attendere il risultato elettorale di domani sera dava già la misura della stanchezza dei cittadini Austriaci nei confronti della immigrazione incontrollata, confermando come il tema del contrasto ai migranti sia stato centrale nella campagna elettorale appena conclusa, spostando progressivamente sempre più a destra l’asse del dibattito politico.

Appare quindi chiaro che, al di la del primato numerico dei voti conseguito dai popolari di Kurz, il vero vincitore nelle urne è stato Heinz Christian Strache, che ha dettato punto per punto l’agenda della campagna elettorale e che indicherà la rotta sempre più probabile futuro governo nero-blu dell’Austria, ovvero composto da popolari e liberalnazionalisti.

“Sebastian Kurz è il mio primo fan” aveva dichiarato Strache in campagna elettorale sottolineando l’avvenuta adozione del proprio programma di sicurezza alle frontiere da parte dei popolari: gli Austriaci gli hanno dato ragione ed hanno chiaramente indicato nelle urne la necessità di una profonda svolta a destra, come lo stesso Kurz ha già riconosciuto.

Quali che sono stati i rapporti di forza nelle urne appare sempre più chiaro che le idee e le proposte di Heinz Christian Strache prevarranno nell’azione del futuro governo tanto è vero che i popolari promettono “clandestini zero” in Austria dopo il voto, mentre i liberalnazionalisti elogiano il governo ungherese di Orban che ha bloccato la rotta balcanica dei migranti alzando un muro al confine magiaro.

Ed in vista della futura alleanza competitiva in Austria fra l’epigone Kurz e l’originale Strache è ora che anche il nostro Paese si mobiliti per raggiungere lo stesso obiettivo di clandestini zero il prossimo anno, se vogliamo evitare il rischio che il blocco alle nostre frontiere Alpine ci condanni a tenerci sul groppone tutti quelli che sbarcheranno nei nostri porti o sulle nostre coste.

                                                                                              Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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