mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Chi vincerà l’Oscar delle denunce per molestia fra Weinstein e Trump?

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Dagli Stati Uniti giungono nuovi sviluppi nella ormai annosa battaglia dei sessi scatenatasi nel grande Paese a stelle e strisce dopo gli anni ’70 e dopo la definitiva emancipazione della donna.

Le ennesime denunce di molestie sessuali a carico del produttore cinematografico Harvey Weinstein sollevate da famosissime attrici di Hollywood e la contestuale citazione in giudizio del Presidente Trump per molestie da parte di Donna Zervos, all’epoca partecipante allo show televisivo “The Apprentice” accomunano mondi assai distanti ed in aspro scontro fra di loro.

Lo star system hollywoodiano si è da tempo compattamente schierato contro Donald Trump ed a favore di Hillary Clinton, e Weinstein si è segnalato da tempo per il suo sfegatato supporto ed i generosi finanziamenti ai presidenti e candidati Democratici succedutisi negli ultimi decenni.

E non solo generosissimi fondi per le campagne elettorali di Barack Obama e di Hillary Clinton, ma si trovano tracce di oltre una trentina di politici democratici supportati economicamente dal nostro Weinstein per un importo totale di oltre 2 milioni di dollari fra donazioni dirette ed indirette, e che avrebbe addirittura garantito uno stage estivo presso la propria casa di produzione ad una delle figlie degli Obama.

Appare chiaro quindi che stavolta non sia possibile montare una campagna di stampa diretta esclusivamente contro il Presidente Trump, che viene oggi citato in giudizio dalla

Zervos, una della decina di donne che durante l’ultima campagna elettorale hanno inteso denunciare l’allora candidato per molestie sessuali, ma evidentemente senza grande successo se lo sfavoritissimo Trump ha finito invece per approdare alla Casa Bianca.

Va comunque riconosciuto il diritto di citare in giudizio chiunque, anche il Presidente degli Stati Uniti, purchè tale denuncia si fondi sulla verità delle prove processuali e non su polveroni ideologici: starà ovviamente ai giudici americani – come in qualsiasi stato di diritto che si rispetti – valutare le indagini, l’eventuale rinvio a giudizio e la ancor più eventuale sentenza da disporre a seguito della citazione in giudizio in questione.

Resta però nel frattempo da riflettere sulla chiara infondatezza della pretesa superiorità morale sugli avversari che la sinistra accampa negli Stati Uniti ed in tutto il mondo: dai tempi di Bill Clinton accusato di rapporti orali e giochetti con i sigari nello Studio Ovale della Casa Bianca insieme alla giovane stagista Monica Levinsky, e dal miracoloso salvataggio dello stesso nonostante le palesi bugie raccontate dall’allora Presidente di fronte al gran giurì, i Democratici americani ed i loro potenti finanziatori mostrano di avere gli stessi – se non peggiori – vizi che vengono attribuiti ai propri avversari, a cominciare dal nemico pubblico numero uno per i progressisti di tutto il mondo che risponde al nome di Donald Trump.

Sia ben chiaro che lo stesso Trump come Weinstein e come chiunque, debba essere sottoposto alle indagini della legge se si viene accusati da molestie da più parti, ma sempre con attenzione a valutare il “CUI PRODEST?” e prevedendo le stesse responsabilità di chi sia macchiato di un crimine odioso come quello delle molestie, per le presunte vittime che accusano per tornaconto personale un presunto molestatore sapendolo innocente.

EST MODUS IN REBUS, dicevano gli antichi.

Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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