martedì, Ottobre 20, 2020
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ATTACCO A BANKITALIA: SIAMO ALLA RESA DEI CONTI

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Si rispettino autonomia ed indipendenza della Banca d’Italia: questa è stata ieri la presa di posizione del presidente Mattarella di fronte alla inaudita mozione di sfiducia nei confronti del Governatore Ignazio Visco votata dall’aula di Montecitorio.

In vista del rinnovo del mandato di Visco previsto per la fine di ottobre, la maggioranza di governo con 213 voti a favore della propria mozione, 97 contrari e 99 astenuti ha pensato bene di entrare a gamba tesa nel dibattito sulla nomina del vertice dell’istituto di Via Nazionale, cosa di cui non si sentiva alcuna necessità.

La gravi crisi bancarie avvicendatesi negli ultimi anni in Italia da quella di MontePaschi prima, a quella delle 4 banche regionali poi di Banca Etruria e compagnia, a quella infine delle banche venete hanno avuto come minimo comun denominatore una autentica esplosione dei crediti inesigibili ( definiti non performing loans o NPL dalle istituzioni finanziarie internazionali) derivante dalla invasione della politica nella gestione creditizia che ha obbligato alla concessione di prestiti spericolati agli imprenditori amici degli amici, senza alcuna garanzia di efficiente gestione delle aziende finanziate né di restituzione dei denari prestati che sono infatti stati puntualmente perduti portando al dissesto delle banche citate, poi salvate con i soldi dei contribuenti e comportando gravi danni ad alcune categorie di risparmiatori.

Ma tentare di scaricare sulla vigilanza di Bankitalia la responsabilità dei disastri clientelari compiuti dalle banche decotte è semplicemente inaccettabile: la politica locale e nazionale ha influito nella politica creditizia scriteriata degli istituti bancari dissestati, imponendo la concessione di finanziamenti suicidi a debitori vicini al potere che poi puntualmente non hanno restituito i crediti percepiti affondando i bilanci di MontePaschi, Banca Etruria, Banca delle Marche e via elencando.

Basta scorrere l’elenco dei creditori insolventi che hanno portato al dissesto le banche citate e si trovano molti nomi del salotto buono o cosiddetto tale della imprenditoria vicina al potere, che ha attinto a piene mani dai fondi messi a disposizione, scaricando infine sui contribuenti i disastri combinati.

Che sia infine la politica a tentare di dare la colpa dei fallimenti bancari a Bankitalia è semplicemente paradossale, e ricorda in famoso adagio in cui si vede il bue dare del cornuto all’asino.

La vigilanza bancaria dell’Istituto di Via Nazionale ha fatto il possibile, utilizzando gli strumenti a propria disposizione per contenere i fallimenti degli istituti di credito nazionali negli anni della crisi (che comunque in Italia sono stati assai meno e di minor costo per i contribuenti che negli altri Paesi occidentali) tentando di limitare la concessione di prestiti spericolati e privi delle garanzie richiesti ai comuni cittadini da parte di banche succubi della invadenza della politica.

Ancora una volta il nostro Parlamento – che si occupa sistematicamente delle tematiche più assurde e lontane dalle esigenze dei cittadini – ha perso una ottima occasione per tacere evitando di ingerirsi nella scelta del Governatore di Bankitalia.

Che i nostri politici si rilassino pure e desistano dal tentativo di mettere le mani anche sulla Banca d’Italia, da via Nazionale non si possono erogare prestiti facili agli amici degli amici.

Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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