sabato, Ottobre 23, 2021
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Blogger uccisa, il figlio Matthew accusa la classe politica: “Siete complici”

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il figlio della giornalista investigativa maltese uccisa dall’esplosione di una bomba nella sua auto ha accusato il primo ministro e la classe politica laburista di essere “complici” nel suo omicidio. Daphne Caruana Galizia, che ha messo in evidenza la corruzione dell’èlite politica di Malta, è stato uccisa lunedì.  La sua morte è stata etichettata come un “omicidio politico”.

Il figlio Matthew Caruana Galizia ha dichiarato che sua madre è stata “assassinata perché si è messa tra lo stato di diritto e coloro che hanno cercato di violarlo”, aggiungendo che “è stata anche presa di mira perché è stata l’unica persona a farlo”.
Questo il messaggio rivolto a Joseph Muscat, primo ministro di Malta e all’intera classe politica: “Siete complici, siete voi i veri responsabili”, ha scritto sulla sua pagina Facebook.

“Una cultura dell’impunità  – continua – è stata autorizzata a prosperare dal governo di Malta. E ‘ di poco conforto che il primo ministro di questo paese dica che  “non potrà riposare” fino a quando gli autori dell’omicidio non verranno trovati, quando è stato lui a guidare un governo che ha incoraggiato questa stessa impunità. Prima ha riempito il suo ufficio con dei delinquenti, poi ha riempito la polizia di delinquenti e imbecilli, poi ha riempito i tribunali di criminali e incompetenti. Se le istituzioni stessero correttamente lavorando, non ci sarebbe un assassinio su cui indagare, e io e i miei fratelli avremmo ancora una madre”.

“Siamo  – questa il principale attacco-denuncia – in uno Stato mafioso dove vieni fatto a pezzi per il solo fatto di esercitare i tuoi diritti fondamentali e le tue libertà”.  “C’è corruzione ovunque”, queste le ultime parole della blogger prima di venire uccisa.

Nel suo post su Facebook, Matthew ha affermato che l’omicidio di sua madre è il risultato di una “incapacità” delle istituzioni statali e che ora sono “indistinguibili” dalla criminalità organizzata. Ha anche condannato l’agente di polizia che ha esultato per l’uccisione scrivendo sui social media: “Tutti ottengono quello che meritano”.

Daphne ha aperto il vaso di Pandora mettendo in luce gli scandali della politica locale e mettendo in difficoltà soprattutto i laburisti al potere. Nell’atto di accusa il figlio parla di “cultura dell’impunità” proliferata nell’isola con il premier Joseph Muscat, che definisce un “pagliaccio” responsabile di aver “riempito il suo ufficio di corrotti, la polizia di corrotti e imbecilli, i tribunali di corrotti e incompetenti”. La stoccata finale è accompagnata da nomi e cognomi: “Joseph Muscat (il premier), Keith Schembri (il capo di gabinetto di Muscat accusato di corruzione), Chris Cardona (il numero due del partito laburista), Konrad Mizzi (altro ministro coinvolto nei Panama papers) il procuratore generale e la lunga lista di commissari di polizia che non hanno agito”.

La blogger aveva rivelato gli scandali ed anche i collegamenti con l’Italia. Il 29 maggio la giornalista investigativa aveva postato una foto ricordo molto amichevole del segretario Pd, Matteo Renzi, abbracciato al premier maltese Muscat da una parte e sua moglie Michelle dall’altra. Proprio la consorte di Muscat è stata accusata dalla blogger, con prove documentali, di avere ricevuto un milione di dollari dalla figlia del dittatore azero su un conto a Panama.

La giornalista investigativa sentiva che non avrebbe avuto vita lunga: “Sento che il mio tempo si sta esaurendo. Ci sono tante cose che avrei voluto fare e non ho fatto”. Non ha mai avuto la scorta, neanche di fronte alle numerose minacce di morte.

Lucia Mosca