lunedì, Ottobre 18, 2021
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BANKITALIA SECONDO ATTO: RENZI CONTRO GENTILONI

Si rispettino autonomia ed indipendenza di Bankitalia: questa volta la presa di posizione non viene solo dalla nota informale del Quirinale di ieri mai smentita dal Presidente Mattarella, ma direttamente dal Primo Ministro Paolo Gentiloni, impegnato a tentare di disinnescare la mina vagante posizionata sulla rotta del governo dalla improvvida mozione di sfiducia nei confronti del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco votata martedì sera dall’aula di Montecitorio.

Altrettanto dibattuta appare la paternità della entrata a gamba tesa da parte della maggioranza parlamentare nel dibattito sulla nomina del vertice dell’istituto di Via Nazionale, di cui non si sentiva alcuna necessità.

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi insiste sulla tesi secondo la quale il governo non era solo informato, ma addirittura d’accordo con la mozione di censura nei confronti della vigilanza svolta da Bankitalia: secondo Renzi infatti il governo era stato tempestivamente preavvisato della iniziativa parlamentare e richiesto inoltre di un parere in merito che avrebbe dato un riscontro positivo alla presentazione della mozione.

Tale tesi appare però non combaciare con la presa di posizione odierna del premier Gentiloni tesa a tutelare la autonomia dell’Istituto di via Nazionale, lasciando intravedere un asse con la Presidenza della Repubblica a tutela di BANKITALIA.

E quindi la linea del segretario PD Renzi che ribadisce il diritto del Parlamento di dibattere della ipotizzata carenza dell’istituto nello svolgere la propria attività di vigilanza suona come la prima aperta presa di distanza da Gentiloni, di cui appare lecito ipotizzare il timore di una crescente popolarità in vista della prossima investitura ufficiale del candidato premier del centrosinistra per la prossima tornata elettorale.

Tale azione da parte di Renzi andrebbe inquadrata nell’ottica di una necessaria azione di logoramento dell’attuale Premier, ritenuto un pericolo per quella investitura elettorale che lo stesso Renzi aveva cercato invano di liquidare in occasione della celebrazione del decennale del partito al Teatro Eliseo di Roma come questione già risolta in applicazione dello statuto che prevederebbe la automatica indicazione del segretario politico al citato ruolo di candidato Primo Ministro.

E fa riflettere anche la presa di posizione odierna di Berlusconi da Bruxelles sul caso BANKITALIA: dal vertice del Partito Popolare Europeo il leader di Forza Italia ha fatto da sponda a Renzi condividendone le riserve sull’operato di via Nazionale che giustificherebbero la opportunità di verifiche in merito, pur ribadendo però comunque che sullo sfondo della iniziativa renziana comparirebbe comunque la atavica volontà della sinistra di occupare tutte le sedi di potere sloggiando il governatore Ignazio Visco.

Come dire, una mano a Renzi per indebolire Gentiloni che sta diventando pericoloso, ma un affondo anche contro il segretario PD denunciando la volontà di occupazione del potere da parte della sinistra.

E fra tante manovre sarà sempre utile che i protagonisti in campo non sottovalutino la autorevolezza del governatore di BANKITALIA Visco, tutt’altro che propenso a farsi da parte ed anzi deciso a difendere il proprio operato, cominciando dalle 4 mila ed oltre pagine di documenti depositati presso la competente commissione parlamentare a tutela della attività di vigilanza bancaria svolta nelle recenti crisi del sistema bancario italiano, comunque di gran lunga inferiori a quelle occorse negli altri Paesi occidentali: un merito di cui Visco, appoggiato da Mattarella e Gentiloni, intende ottenere il giusto riconoscimento.

                                                                                                       Gianni Brandi