mercoledì, Ottobre 21, 2020
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BANKITALIA ATTO TERZO: LA RETROMARCIA DI RENZI

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Nella delicata vicenda dell’attacco a BANKITALIA siamo alfine giunti al terzo atto con la retromarcia di Renzi. Dopo l’affondo portato dalla maggioranza parlamentare martedì sera contro l’istituto di vigilanza, e dopo la difesa della autonomia di via Nazionale manifestata dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Primo Ministro Gentiloni, nonostante la conferma fornita da Renzi del fatto che il Governo fosse stato informato della presentazione della mozione di censura poi approvata, e che ne avesse addirittura avallato le finalità fornendo il richiesto parere positivo, si è giunti ieri sera alla attesa retromarcia dello stesso Renzi che ha dichiarato come una eventuale riconferma del Governatore di BANKITALIA Ignazio Visco – riconferma che appare sempre più probabile nelle ultime ore – non rappresenterebbe una propria sconfitta.

Et voilà, la frittata è fatta. Anche se il segretario del PD ha voluto ribadire la assenza di una questione personale con Visco, la censura parlamentare che si è voluta approvare nei confronti dell’azione di vigilanza svolta da via Nazionale in relazione alle crisi bancarie degli ultimi anni ha finito per rappresentare una inopportuna entrata a gamba tesa da parte della maggioranza nella procedura avviata per il rinnovo del mandato del Governatore atteso per fine ottobre.

La legge n. 262 del 28 dicembre 2005 prevede all’art. 19 che la nomina del governatore di Bankitalia – di durata sessennale e rinnovabile una sola volta, quindi possibile per Ignazio Visco nominato la prima volta nel 2011 – sia disposta condecreto del Presidente della Repubblica, su proposta delPremier, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia, e che lo stesso procedimento si applichi anche per la revoca del governatore.

La complessa procedura prevista intende quindi mirare a rispettare autonomia ed indipendenza della Banca d’Italia, in considerazione della particolare rilevanza e delicatezza della attività di vigilanza bancaria delegata all’istituto, esattamente come negli altri Paesi occidentali le nomine ed eventuali revoche dei responsabili delle diverse banche centrali sono caratterizzate dai medesimi connotati di riservatezza e prudenza istitutzionale.

E’ apparsa naturale quindi la presa di posizione a tutela della autonomia ed indipendenza di BANKITALIA che è venuta non solo dalla nota informale del Quirinale mai smentita dal Presidente Mattarella prima, e direttamente poi dal Primo Ministro Paolo Gentiloni, impegnato a tentare di disinnescare la mina vagante posizionata sulla rotta del governo dalla improvvida mozione di sfiducia nei confronti del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco votata dall’aula di Montecitorio.

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi insiste sulla tesi secondo la quale il governo non era solo informato, ma addirittura d’accordo con la mozione di censura nei confronti della vigilanza svolta da Bankitalia: secondo Renzi infatti il governo era stato tempestivamente preavvisato della iniziativa parlamentare e richiesto inoltre di un parere in merito che avrebbe dato un riscontro positivo alla presentazione della mozione.

Tale tesi appare però non combaciare con la presa di posizione odierna del premier Gentiloni tesa a tutelare la autonomia dell’Istituto di via Nazionale, lasciando intravedere un asse con la Presidenza della Repubblica a tutela di BANKITALIA.

E quindi la linea del segretario PD Renzi che ribadisce il diritto del Parlamento di dibattere della ipotizzata carenza dell’istituto nello svolgere la propria attività di vigilanza suona come la prima aperta presa di distanza da Gentiloni, di cui appare lecito ipotizzare il timore di una crescente popolarità in vista della prossima investitura ufficiale del candidato premier del centrosinistra per la prossima tornata elettorale.

Tale azione da parte di Renzi andrebbe inquadrata nell’ottica di una necessaria azione di logoramento dell’attuale Premier, ritenuto un pericolo per quella investitura elettorale che lo stesso Renzi aveva cercato invano di liquidare in occasione della celebrazione del decennale del partito al Teatro Eliseo di Roma come questione già risolta in applicazione dello statuto che prevederebbe la automatica indicazione del segretario politico al citato ruolo di candidato Primo Ministro.

E fa riflettere anche la presa di posizione di Berlusconi da Bruxelles sul caso BANKITALIA: dal vertice del Partito Popolare Europeo il leader di Forza Italia ha tentato dapprima di fare da sponda a Renzi condividendone le riserve sull’operato di via Nazionale che giustificherebbero la opportunità di verifiche in merito, pur ribadendo comunque poi che sullo sfondo della iniziativa renziana comparirebbe comunque la atavica volontà della sinistra di occupare tutte le sedi di potere sloggiando il governatore Ignazio Visco.

Come dire, una mano a Renzi per indebolire Gentiloni che sta diventando pericoloso, ma anche un affondo anche contro il segretario PD denunciando la volontà di occupazione del potere da parte della sinistra.

E fra tante manovre politiche sarà sempre utile che i protagonisti in campo non sottovalutino la autorevolezza del governatore di BANKITALIA Visco, tutt’altro che propenso a farsi da parte ed anzi deciso a difendere il proprio operato, cominciando dalle 4 mila ed oltre pagine di documenti depositati presso la competente commissione parlamentare a tutela della attività di vigilanza bancaria svolta nelle recenti crisi del sistema bancario italiano, comunque di gran lunga inferiori a quelle occorse negli altri Paesi occidentali: un merito di cui Visco, appoggiato da Mattarella e Gentiloni, intende ottenere il giusto riconoscimento.

Bene ha fatto quindi Matteo Renzi a compiere una positiva retromarcia escludendo questioni personali nei confronti del Governatore Visco, disinnescando una possibile crisi nei rapporti politici ed istituzionali nella eventualità di un rinnovo del mandato dello stesso Visco per altri 6 anni, che appare sempre più probabile.

Gianni Brandi

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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