mercoledì, Luglio 28, 2021
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La Repubblica Ceca sceglie Andrej Babis, per un’Europa senza clandestini

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Anche da Praga soffia impetuoso un vento di destra: i sorprendenti risultati delle elezioni del 20 ottobre hanno consegnato una ampia maggioranza ad ANO il movimento populista fondato dal miliardario Andrej Babis, ribattezzato come il TRUMP boemo.

E dalle urne è uscita invece una sconfitta bruciante per i partiti storici della sinistra Ceca, con i socialdemocratici crollati di due terzi dei voti dal 20% all’attuale 7%, ed il partito comunista di Boemia e Moravia al minimo storico e dimezzato nei consensi dal 15% all’attuale 8%.

Nella complessiva svolta  populista e di destra impressa alla Repubblica Ceca  spicca in particolare, oltre alla rilevante affermazione del partito dei Pirati che – pressochè scomparso nella natia Germania  risulta invece in crescita in terra boema – il successo improvviso della nuova formazione di destra radicale “Libertà e democrazia diretta” (SPD) dell’imprenditore nippo-boemo Tomio Okamura che propone tolleranza zero per gli immigrati clandestini in Cechia.

E quindi anche Praga svolta a destra, dopo la Varsavia del populista di destra Kaczynski, dopo l’Ungheria del conservatore Orbán che sta costruendo un muro anti-migranti ai confini meridionali con la Serbia, incalzato dalla forte destra nazionalista di Jobbik,  dopo la Bratislava euroscettica del premier populista e socialista Robert Fico contrario alla ricollocazione dei clandestini ed incalzato anch’egli dai nazionalisti di Slovacchia Nostra del governatore Marian Kotleba organizzatore delle ronde anti-rom.

Così il quarto dei paesi del gruppo di Visègrad si sposta su posizioni anticlandestini e contrarie alla politica dell’Unione Europea, raccogliendo il forte segnale nazionalista giunto pochi giorni fa dalla vittoria della destra a Vienna: sembra così ricostituirsi il nucleo del antico Impero Asburgico nel cuore dell’Europa, custode come secoli fa dell’ordine e della tradizione nel Vecchi Continente.

Andrej Babis ha raccolto il malessere dei cittadini Boemi verso la attuale Unione Europea, ed ha raccolto consensi sulla linea che vuole clandestini zero in Europa.

Ed in vista della futura alleanza competitiva in Austria fra l’epigone Kurz e l’originale Strache, e di una possibile estensione del gruppo di Visegrad anche a Vienna è ora che il nostro Paese si mobiliti per raggiungere lo stesso obiettivo di clandestini zero il prossimo anno, se vogliamo evitare il rischio che il blocco alle nostre frontiere Alpine ci condanni a tenerci sul groppone tutti quelli che sbarcheranno nei nostri porti o sulle nostre coste, vanificando le consuete rassicurazioni provenienti dagli ambienti favorevoli alla accoglienza di tutti i migranti ed a qualunque costo che vorrebbero l’Italia come Paese di semplice transito verso un Nord Europa che invece oggi blinda i propri confini.

 

Il Conte Rosso

 

Redazione
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