mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Armi biologiche: così Kim Jong-un si prepara alla guerra

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E’ massima allerta da parte degli Stati Uniti nei riguardi della Corea del Nord. Kim Jong-un si starebbe infatti adoperando per produrre armi biologiche per la distruzione di massa in grado di scatenare il vaiolo, il colera, la peste sulle truppe statunitensi. Malattie, queste, altamente infettive che potrebbero essere diffuse attraverso droni, missili, irroratori. A confermarlo ci sarebbe un rapporto pubblicato dal Belfer Center for Science and International Affairs dell’Harvard Kennedy School, che afferma come Pyongyang sia già in possesso delle armi biologiche. Si teme inoltre che la Corea del Nord possa anche agire attraverso i propri hacker per prendere il controllo delle navi navali statunitensi e farle scontrare l’una contro l’altra oltre a disattivare i loro sistemi.

La tensione intorno al nucleare coreano continua quindi ad essere altissima. Proprio per questo l’aviazione militare americana ha diramato un allerta per i propri bombardieri strategici B-52 con testate nucleari perché siano pronti ad agire, se necessario, anche nell’arco di 24 ore. A confermarlo alcuni media americani che citano fonti del Pentagono. E’ la prima volta che accade dai tempi della Guerra Fredda.

I bombardieri B-52 armati con testate nucleari verranno dispiegati in modo da poter decollare ogni momento, con gli equipaggi posti in stato di emergenza in una base dell’Air Force in Lousiana. La mossa segue le parole del presidente americano Donald Trump che ha affermato come con il regime di Kim Jong-un bisogna essere “pronti a tutto”.

Intervenendo alla conferenza annuale della Chatham House di Londra, il capo del Foreign Office Boris Johnson ha ricordato i rischi rappresentati dall’arsenale di Kim Jong Un, che sarebbe in procinto di acquisire la capacità per colpire gli Stati Uniti trasformando in realtà “la sua minaccia di ridurre New York in cenere”. Allo stesso tempo Johnson ha affermato che nessuno vuole una “soluzione militare” della crisi e che è giusto lasciar aperta la via diplomatica con la Corea del Nord per evitare di arrivare a un conflitto.