martedì, Ottobre 20, 2020
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Brescia, rubato il sangue di papa Wojtyla

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Furto sacrilego a Brescia: rubato il sangue di papa Wojtyla. Il fatto è riportato dal quotidiano locale Bresciaoggi. I ladri sarebbero entrati in azione nel Santuario Montecastello a Tignale, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Sottratte le reliquie con il sangue di san Giovanni Paolo II e i frammenti ossei del beato Jerzy Popieluszko, donati al santuario nel 2014 dal cardinale di Cracovia Stanislao Dziwisz. I malviventi si sarebbero finti turisti per entrare nel monastero. Le reliquie si trovavano nella “Casa Santa” posta dietro l’altare maggiore dove sono anche custoditi i quattro medaglioni di Palma il Giovane e l’affresco della Madonna Incoronata di scuola giottesca. Il custode ha lanciato l’allarme solo il giorno successivo.

 La vicenda ricorda per molti aspetti quella registrata all’inizio del 2014 a L’Aquila, quando venne trafugata la reliquia di Papa Giovanni Paolo II custodita nel Santuario di San Pietro della Ienca. In quel caso si parlò di possibile collegamento con il satanismo. La reliquia – un pezzettino di stoffa intrisa di sangue, dopo l’attentato in piazza San Pietro nel 1980 cui il Santo Padre era miracolosamente scampato – era stata donata nel 2011 dall’ex segretario particolare di Giovanni Paolo II, il cardinale Stanislaw Dziwisz, per testimoniare la presenza spirituale di Wojtyla in uno dei suoi luoghi prediletti, dove il Pontefice si era fermato spesso a meditare e ammirare il paesaggio del Gran Sasso.

In quel caso il giorno del furto era infatti coinciso, nel calendario satanico, con l’inizio del dominio del demone Volac, evocato dal 25 al 29 gennaio. Inoltre, sempre secondo il calendario del «male», il primo febbraio si celebra il capodanno di Satana.

Il furto era stato scoperto da Franca Corrieri, figlia di Pasquale, fondatore dell’associazione culturale San Pietro della Jenca. Dopo la morte del Pontefice polacco, la chiesetta era diventata il primo santuario al mondo a essergli dedicato grazie all’impegno di Pasquale Corrieri, che ha trovato le risorse per restaurala e che ha poi ottenuto vi venisse custodita una reliquia «ex sanguinis» del Beato Papa Wojtyla.

Lucia Mosca

 

 

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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