mercoledì, Ottobre 21, 2020
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STRACHE E KURZ VERSO IL NUOVO GOVERNO, OBIETTIVO: CLANDESTINI ZERO

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Il neo Cancelliere austriaco Sebastian Kurz a 5 giorni dall’incarico a formare il nuovo governo ricevuto dal Presidente della Repubblica austriaca Van Der Bellen ha scelto nei liberalnazionalisti di Strache i propri alleati.

I colloqui riservati iniziati ieri fra Kurz e Strache hanno già evidenziato la sintonia fra i due programmi, e si è parlato della possibile nomina al Ministero degli Esteri di Norbert Hofer, candidato dei liberalnazionalisti alle scorse elezioni presidenziali e battuto per un soffio da Van Der Bellen grazie al voto degli elettori austriaci residenti all’estero.

Hofer come nuovo Ministro degli Esteri rappresenterebbe per il nuovo governo austriaco la migliore garanzia di rigorosa difesa degli interessi nazionali in seno ad una Unione Europea che dovrà comunque rinnovarsi abbandonando le tecnocrazie per evolversi verso una Europa dei popoli, e di rispetto dell’obbiettivo di tolleranza zero verso i clandestini che sia Kurz che Strache hanno promesso di adottare in campagna elettorale.

Avevamo visto giusto quindi sabato 14 ottobre nel prevedere che alle elezioni politiche in Austria tenutesi il giorno dopo – che avrebbero comunque visto al primo

posto l’enfant prodige dei Popolari, il 31enne Sebastian Kurz che ha ottenuto il 31,4% dei voti – il vero vincitore sarebbe stato Heinz Christian Strache, leader del liberalnazionalisti che nonostante la concorrenza del proprio clone Kurz ha raggiunto il terzo posto con il 26% nel conteggio totale dei voti compresi i residenti all’estero ma nel voto degli austriaci residenti in Patria ha comunque raggiunto il massimo storico del partito con oltre un milione e 170 mila voti ed il 27,4% dei suffragi davanti al 26,7% dei socialdemocratici, superando anche l’exploit con cui Joerg Haider nel 1999 portò l’FPO al secondo posto ma allora davanti ai popolari per una manciata di poche decine di voti.

Nonostante l’abile campagna elettorale con cui Kurz ha voluto tagliare la strada alla politica nazionalista del FPOE adottandone principi e metodi sotto la bandiera del Partito Popolare, Strache ha difeso con tenacia le proprie proposte patriottiche, di

taglio delle tasse che gravano su famiglie ed imprese eliminando sperperi e sprechi dalla spesa pubblica e di rigidi controlli anti-immigrazione clandestina, risalendo nei sondaggi degli ultimi giorni ed arrivando nelle urne ad una incollatura dalla propria fotocopia Kurz, a cui ha comunque sottratto la bandiera della difesa dell’identità cristiana dell’Austria contro il pericolo di islamizzazione del Paese.

E già la controversa mossa del blocco anti-clandestini al Brennero decisa 2 settimane fa da Vienna senza nemmeno attendere il risultato elettorale del 15 sera dava già la misura della stanchezza dei cittadini Austriaci nei confronti della immigrazione incontrollata, confermando come il tema del contrasto ai migranti sia stato centrale nella campagna elettorale appena conclusa, spostando progressivamente sempre più a destra l’asse del dibattito politico.

Appare quindi chiaro che, al di la del primato numerico dei voti conseguito dai popolari di Kurz, il vero vincitore nelle urne è stato Strache, che ha dettato punto per punto l’agenda della campagna elettorale e che indicherà la rotta del sempre più probabile futuro governo nero-blu dell’Austria, ovvero composto da popolari e liberalnazionalisti.

“Sebastian Kurz è il mio primo fan” aveva dichiarato Strache in campagna elettorale sottolineando l’avvenuta adozione del proprio programma di sicurezza alle frontiere da parte dei popolari: gli Austriaci gli hanno dato ragione ed hanno chiaramente indicato nelle urne la necessità di una profonda svolta a destra, come lo stesso Kurz ha già riconosciuto.

Quali che siano stati i rapporti di forza nelle urne appare sempre più chiaro che le idee e le proposte di Strache prevarranno nell’azione del futuro governo tanto è vero che gli alleati del futuro governo già promettono “clandestini zero” in Austria elogiando il governo ungherese di Orban che ha contribuito a bloccare la rotta balcanica dei migranti alzando un muro al confine magiaro.

E ribadiamo che in vista della futura alleanza competitiva in Austria fra l’epigone Kurz e l’originale Strache è ora che anche il nostro Paese si mobiliti per raggiungere lo stesso obiettivo di clandestini zero il prossimo anno, se vogliamo evitare il rischio che il blocco alle nostre frontiere Alpine ci condanni a tenerci sul groppone tutti quelli che sbarcheranno nei nostri porti o sulle nostre coste.

                                                                                              Il Conte Rosso

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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